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I giovani siciliani emigrano

Ritorniamo a segnalare una notizia di interesse generale per i cittadini italiani che dovrebbe essere data dal Tg1 diretto da Augusto Minzolini se non fosse che va a cozzare con la linea editoriale che si è dato; tale linea non prevede la divulgazione di fatti reali che non trasmettano euforia ed ottimismo ai telespettatori.
A questo proposito, come i lettori sanno, mentre le troupe televisive del primo telegiornale italiano sono attualmente impegnate a realizzare interessantissimi servizi sulle varie sagre della porchetta, delle fragoline di bosco, dei tartufi, e così via dicendo, la giornalista Maria Luisa Busi ha spiegato nei giorni scorsi, durante un’intervista rilasciata ad una nota rivista nazionale, i motivi, legati all’estrema vergogna che provava a far parte di una congrega che si è impossessata di uno dei principali settori del servizio pubblico della Rai, che l’hanno portata a dimettersi dall’incarico di conduttrice. Veniamo alla notizia.

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In Italia una nuova migrazione da sud verso nord:

E’ in atto, nel nostro Paese, un’altra emigrazione dal Sud verso il Nord del Paese che potrebbe assumere presto carattere epocale. Falliti, infatti, tutti gli interventi e programmi dei vari governi che si sono succeduti dal dopoguerra ad oggi che hanno utilizzato, attraverso le più diverse alleanze con caporioni locali, non esclusi molti capi-mafia, i territori meridionali come serbatoi di voti, di traffici illeciti e di arricchimenti personali a spese delle popolazioni locali, riprende alla grande il processo migratorio interrotto per qualche decennio.
Solo dalla Sicilia oltre 60 mila persone sono già emigrate in altre città, soprattutto del Nord, per cercare lavoro. Sono soprattutto giovani, come ha denunciato monsignor Paolo Romeo, arcivescovo di Palermo, ad un incontro organizzato dalla Caritas italiana sull’immigrazione nel Mediterraneo.
Il vescovo ha parlato di una situazione molto grave in tutte le regioni meridionali, dove permane un sostanziale gap difficile da colmare, che trova la nostra classe politica inadeguata (mons. Romeo non fa accenno alle cricche che hanno fatto man bassa di miliardi di euro di fondi pubblici negli ultimi decenni).  

 

I nuovi migranti:

Fra i nuovi migranti, ha detto il religioso che ci sono infermieri, medici, metalmeccanici che emigrano al nord dopo aver perso ogni speranza di trovare un posto di lavoro nel loro paese e territorio e dopo aver vissuto sulla loro pelle anni e anni di precariato.
“Noi li vediamo ogni giorno – ha affermato – vengono genitori che dicono che il figlio è in partenza. Nelle nostre zone non c’é avvenire. Solo nell’area di Palermo, ad esempio hanno chiuso la Fiat e l’Italtel. Ed è ovvio che chi si è specializzato in metalmeccanica difficilmente troverà alternative. La Fiat si arrende ma non perché costa cara la produzione ma perché non ci sono le infrastrutture e su questo siamo fermi da vent’anni.
Sulle ferrovie, per esempio, si sceglie lo sviluppo a livello nazionale ma in Sicilia siamo ancora al binario unico e se io faccio Roma-Milano in due ore e mezzo, da Palermo a Catania impiego cinque ore per un terzo del percorso”. 
Ha poi proseguito addebitando molte responsabilità agli stessi siciliani, che hanno appesantito le amministrazioni pubbliche locali con oneri che non si sono mai tradotti  in efficienza. Insomma, l’assistenzialismo ha prodotto il fallimento generale, in particolar modo quello legato al futuro dei giovani. Che, fatti due conti, stanno riprendendo, come i loro nonni, la via dell’emigrazione.

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