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Gli italiani sono litigiosi?

Il ministro La Russa nelle scorse ore, ad uccisione appena avvenuta di due soldati del contingente italiano in Afghanistan, si è affrettato a rassicurare i cittadini del nostro Paese sulla necessità dell’intervento armato in quel territorio, concludendo con l’informazione di un prossimo rafforzamento militare  che porterà presto il numero degli uomini in combattimento a 4.000.
E’ una strategia tipica del Partito dell’Amore quella di rispondere ai baci con i baci (soprattutto quando entrano in campo le escort), ed alle uccisioni con altrettante uccisioni. Lo dicono i fatti. Così come i fatti da un pò di tempo ci fanno assistere ad un Paese diviso, dove si litiga per ogni nonnulla, dove dietro i nonnulla ci troviamo sempre interessi economici, a volte inconfessabili.
Litiga la città di Roma con quella di Venezia per quale delle due città i dovrà essere sede di prossime olimpiadi; litiga il Nord con il Sud del Paese per come vengono utilizzati i fondi europei  per lo sviluppo; litigano i tifosi delle varie squadre di calcio per banalità che rasentano il paradosso; litigano i vari partiti con le loro opposizioni e, addirittura litigano al loro interno attraverso le diverse correnti da cui sono condizionati.

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Gli italiani litigano ovunque: anche all’estero

Ma dove dobbiamo mandarli questi italiani per non litigare, in Antartide? Cari lettori, dobbiamo confessarvi che anche questa strada non sembra praticabile. Chi ha provato a farlo ci ha infatti raccontanto che nemmeno in quel luogo sperduto l’italica gente riesce a stare tranquilla. E non si tratta di italiani di basso rango, bensì di provetti ricercatori cui dare la denominazione di scienziati non è esagerato.
Questi nostri connazionali fanno parte del consorzio Programma Nazionale Ricerche in Antartide (Pnra) guidato dall’Enea (con il 28%) e di cui fanno parte l’Ingv(24%), il Cnr (24%) e l’Ogs (24%) per lo studio del Polo Sud. Sono tutti, ultimamente, finiti sotto la lente della magistratura contabile per l’insostenibile convivenza che si era venuta a creare tra i 4 soci, che ha determinato oltre all’ingovernabilità del Pnra, la mancata valutazione dell’attività scientifica a partire dal 1999, l’omessa rendicontazione di 10,5 mln di euro di finanziamenti e un contenzioso da 3,6 milioni tra l’Enea e gli altri consorziati.
La differenza di vedute, le continue liti che spesso sono sfociate in quasi risse, hanno provocato una lievitazione dei costi che si attesta oramai al 12% dei finanziamenti, benché tale voce secondo le norme che disciplinano le attività del Programma Nazionale Ricerche in Antartide non possa superare il 5 per cento.

 

La missione italiana al Polo Sud:

Su quest’ultimo punto la relazione della Corte dei conti evidenzia come i tagli alla ricerca scientifica nel triennio 2006 – 2008 abbiano comportato per la missione al Polo Sud una riduzione dei trasferimenti pari al 33% a fronte di una struttura dei costi sostanzialmente stabile e che quindi se nel 2003 il limite del 5% era rispettato grazie ai finanziamenti per 28,4 mln, nel 2008 quando il finanziamento pubblico è sceso a 10 mln l’incidenza delle spese è lievitata fino al 12% benché in termini assoluti le uscite per questa voce siano passate dai 4,3 mln del 2003 a 3 mln del 2008.
Per quanto riguarda la rendicontazione dei progetti, i magistrati contabili notano come a fronte di trasferimenti fatti dal Miur nel periodo 2003 – 2007 pari a 225 mln manchino ancora da rendicontare 1,9 mln. Mentre per quanto riguarda il 2008, la Corte dei Conti sottolinea che nel primo semestre 2009 restavano ancora da documentare spese per 10,56 mln. 
La mancanza di una struttura organizzativa del Consorzio ha determinato un contenzioso tra i soci ed ha portato l’Enea a trattenere 3,67 mln di fondi destinati a compensare le spese già effettuate dall’ente in favore del Pnra per la parte eccedente la sua quota di competenza (pari al 28 per cento). 
Insomma, è il tipico caso che richiederebbe, secondo noi, un intervento del Partito dell’Amore per trovare le opportune soluzioni legislative oltre ad azioni atte ad attivare il prima possibile i ministeri competenti.

In Antartide gli italiani litigano per soldi:

Come si vede, in conclusione, anche in Antartide gli italiani non si tirano indietro quando si tratta di litigare per soldi. Ma il Tg1 diretto dal noto Minzolini non ha spazio da dedicare a tali liti: la redazione nelle ultime ore è stata impegnata nel realizzare un’importantissimo servizio sul campionato nazionale del cappuccino.
Avete capito bene. Il cappuccino che, insieme al cornetto, viene consumato ogni mattina nei tantissimi bar delle varie regioni italiane, è divenuto base di un campionato di cui deve occuparsi il principale telegiornale del Paese: peccato che, anche qui, gli italiani siano ripresi mentre litigano per esprimere il loro parere determinante ai fini della scelta del campione.

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