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Gli immigrati salvano il settore imprese in italia

Un’ interessante Studio della Camera di commercio di Milano i cui risultati sono stati divulgati nelle ultime ore ha evidenziato un dato piuttosto rilevante; negli ultimi 10 anni il sistema produttivo in Italia avrebbe avuto oltre il 60% in meno di imprese se non ci fosse stato l’apporto di lavoro e capitali stranieri.
La stima rivela come circa 2 imprese su 3 non sarebbero nemmeno nate senza l’apporto degli immigrati e addirittura 8 regioni italiane avrebbero oggi un saldo negativo (vale a dire differenza tra attività aperte ed attività chiuse); i dati dello studio della Camera di commercio di Milano fanno riferimento al decennio 2000 / 2010, periodo di tempo nel quale sono state circa 455mila le imprese nate di cui ben più della metà grazie a cittadini stranieri.
Quello cui stiamo andando incontro in sostanza, sembra essere un modello multietnico, spesso sbandierato ma mai completamente perseguito in Italia, sulla falsa riga di molte altre realtà europee; al di là dell’aspetto ideologico, tra l’altro, partendo da questi numeri risulta più che mai evidente come gli immigrati siano per il nostro paese più che mai una fonte di ricchezza.

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Gli imprenditori stranieri in Italia:

Secondo i risultati di uno studio della Cna pubblicati nel Dossier Immigrazione 2010 di Caritas Migrantes sono 213.300 i titolari di imprese con cittadinanza straniera presenti nel nostro Paese, pari al 3,5% dell’imprenditoria nazionale totala, percentuale che raddoppia e sale al 7,2% restringendo il campo alle sole imprese artigiane, cuore del made in Italy; l’esercito di imprenditori immigrati in Italia, si legge nello studio Cna, non conosce crisi, risiede soprattutto al Nord ed è ‘rosa’ per più del 18%.
Poche settimane fa lo stesso il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione della Giornata Internazionale del Migrante, aveva sottolineato come “occorre avere ben presente l’imprescindibile contributo che l’immigrazione fornisce al nostro paese e favorire quindi l’integrazione fondata sul rispetto reciproco. Solo la presenza di immigrati consente alle imprese di produrre e alle famiglie di essere aiutate nella cura dei propri cari. Inoltre gli immigrati rappresentano oggi una quota significativa non solo dei nuovi occupati, ma anche dei nuovi imprenditori.”
Tornando allo studio della Camera di commercio di Milano, si sottolinea come dal 2000 al 2010 le imprese controllate da cittadini immigrati sono cresciute del 200,7% rispetto a una crescita media del 9,4%; le regioni che, come accennato, avrebbero chiuso con un saldo negativo tra attività aperte ed attività chiuse sono il Piemonte, la Liguria, l’ Emilia Romagna, la Basilicata, la Puglia, la Sicilia, le Marche ed il Veneto.
Parlando di province, la città con il più alto numero di imprese facenti capo a cittadini immigrati è Prato, realtà oramai famosa per i livelli di multietnicità raggiunti soprattutto in riferimento alla comunità cinese, particolarmente radicata nel territorio; nella città toscana le imprese degli immigrati rappresentano ormai 1/5 del totale. Nella classifica delle province dopo Prato troviamo Roma,con un totale di 12,4% imprese straniere sul totale; e Firenze (10%). Da segnalare anche la percentuale di Torino, all’ottavo posto con 8,3%; Genova al tredicesimo (7,7%); e Milano al quindicesimo (7,7%).

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Gianpaolo Battaglia

Blogger, esperto di web e web marketing

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