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Italia: nè per giovani nè per anziani. E’ il paese per ‘papponi’

L’Italia continua a non esser un paese per giovani così come, d’altra parte, non lo è nemmeno per anziani; naturalmente stiamo parlando degli anziani che non hanno opportunità economiche (la maggior parte) e che, per questo, si ritrovano abbandonati, come ha evidenziato una ricerca recente svolta da Il Filo d’Argento, la rete al servizio degli anziani.
Da quello studio era infatti emerso come fossero stati 433.498 gli anziani che nel corso del 2010 si erano rivolti alla rete assistenza per interventi di aiuto e sostegno (un incremento è dello 0,8 per cento rispetto al 2009); il quadro tracciato parlava di anziani in Italia sempre più soli e abbandonati, uno standard rappresentato da persone oltre i 75 anni, non seguiti dai servizi sociali, a forte rischio emarginazione e con un gran bisogno di compagnia.
Questo per quel che riguarda gli anziani; ma torniamo ai giovani. Che, dando retta ai numeri, non stanno molto meglio dei loro nonni. Secondo l’Ufficio studi della Confartigianato infatti, l’ Italia ha il record negativo in Europa per la disoccupazione giovanile: sono 1.138.000 gli under 35 senza lavoro.

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Italia e disoccupazione giovanile: record per gli under 24

A stare peggio, si legge, sarebbero i ragazzi fino ai 24 anni, fascia d’età entro la quale il tasso di disoccupazione è del 29,6% rispetto al 21% della media europea. In pratica, 1 su 3 e’ senza lavoro.
Un primato poco invidiabile e che, come spesso in questi casi, segue una linea territoriale precisamente marcata, con il Mezzogiorno a fare da traino per il triste record: il primato a livello nazionale spetta infatti alla Sicilia con una quota di disoccupati under 35 oltre il 28%; seguono la Campania con il 27,6% di giovani senza lavoro, la Basilicata (26,7%), Sardegna (25,2%).
Va decisamente meglio man mano che si sale verso nord: in Trentino Alto Adige  il tasso di disoccupazione tra 15 e 34 anni è limitato ad un 5,7%; in Valle d’Aosta arriva al 7,8%; in Friuli Venezia Giulia al 9,2%, mentre in Lombardia si attesta al 9,3%. Il mito del settentrione come luogo ambìto di emigrazione dal sud per trovare lavoro sembra esser ancora attuale.
Più in generale, nel sud della penisola il tasso sale a 25,1%, pari a 538.000 giovani senza lavoro, a fronte di una media nazionale attestata al 15,9%. Tra il 2008 e il 2011, ovvero gli anni della crisi economica globale, gli occupati under 35, sempre secondo la Confartigianato sono diminuiti di 926.000 unità. 

 

Anziani: peggiorano condizioni di vita

I giovani pagano enormemente la crisi; e se non è un paese per giovani, nè tantomeno per anziani, chi sarà a trarre i benefici di un vita agiata? Nemmeno quelli che non rientrano in queste fasce d’età e che, invece, possono essere collocati un’ età di mezzo: in tema di crisi del mercato del lavoro italiano infatti, il rapporto di Confartigianato mette in luce un altro peggioramento a cavallo degli anni tra il 2008 e il 2011, ovvero quello della situazione lavorativa degli adulti tra i 25 e i 54 anni.
Anche qui infatti, la quota di inattivi tra i 25 e i 54 anni arriva al 23,2%, a fronte del 15,2% della media europea e, tra il 2008 e il 2011, è aumentata dell’1,4% a fronte di una diminuzione a livello europeo dello 0,2%. Alla faccia della crisi globale.
Ci resta a questo punto un dubbio: se non è un paese per giovani, nè per vecchi, nè tantomeno per chi si trova a metà tra le due fasce, l’Italia allora, è un paese per chi? Probabilmente il nostro è un paese, come diceva quel tale, solo per papponi (lo diciamo con ironia, nessuno si offenda); termine che dalle nostre parti mai passa in desuetudine e che, secondo definizione da dizionario, recita: “Persona che mangia molto, con avidità e gusto.” E, aggiungiamo noi, senza lasciare nulla agli altri.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Matteo Vespasiani

Giornalista scomodo - "L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede..."

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