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Firme false: dilettanti allo sbaraglio /2

Ci risiamo. Dobbiamo tornare ad occuparci  ancora delle “marachelle” della classe politica improvvisata cui sono attualmente affidate le sorti del nostro Paese, perchè sembra che quella di presentare firme false per accedere alle prossime elezioni regionali si stia rivelando un’abitudine difficile da sradicare.
Tra i tanti casi che si stanno evidenziando nelle cronache quotidiane vogliamo elencarne alcuni che ci sembrano abbastanza significativi del clima che si sta affermando.
Nel padovano, nel caos di firme false venuto alla ribalta, è rimasto coinvolto tale Sami Albertini, che sembra aver presentato un nutrito numero di firme, risultate poi false, che avrebbero creato non pochi grattacapi al consigliere provinciale del PD Paolo Giacon che le aveva autenticate.
A Lecco invece sono sei gli indagati per la violazione delle norme che regolano la legge elettorale: avrebbero presentato circa duecento firme false. A Genova intanto un ex DC parla di irregolarità nella presentazione della lista ligure col Pli, che potrebbero riguardare il 50% delle firme, autenticate da due pidiellini, con forti sospetti di brogli.

 

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Elezioni: quanti casi di firme false

La procura di Bergamo nelle ore scorse ha aperto due inchieste contro ignoti sulle firme sospette utilizzate per la presentazione delle liste elettorali: una riguarda il caso di Forza Nord nel comune di Albano S. Alessandro; l’altra i Verdi e la competizione per le elezioni regionali. L’ipotesi di reato è quella di falsificazione nella formazione delle liste. A Monselice per il Popolo della libertà avrebbero firmato addirittura dei morti stecchiti, su cui si sarebbe sugellata l’autentica del consigliere provinciale PDL Mirko Patron.
E’ ovvio che in tale contesto non poteva non inserirsi qualche lungimirante “imprenditore” che sulle firme false tanto di moda ha cercato di avviare un facile lucro. Dalla Liguria, infatti, ecco presentarsi il 63enne Andrea Pescino, imprenditore e militante dell’ultradestra, che racconta al giornale Secolo XIX di aver venduto ben 7.000 firme a partiti in difficoltà.
Come si vede, le persone che dovrebbero presto amministrare la cosa pubblica, non hanno remore a presentarsi così come realmente sono, cioè disponibili a falsificare qualsiasi atto pubblico pur di ottenere i vantaggi e privilegi cui aspirano. Non per quello che si propongono, ma per quanto sono dilettanti.

 

Sentenze false per impossessarsi di appartamenti:

L’ha dimostrato, infatti, un livornese di 52 anni, Donato Filippi, che in fatto di falsificazioni è uno che se ne intende; pensate che questo geniale falsario produceva false sentenze per impossessarsi di appartamenti in tutta Italia e quasi tutte portavano l’intestazione del tribunale dell’Aquila, dato il del caos determinato negli uffici giudiziari abruzzesi dopo il terremoto del 6 aprile dell’anno scorso. 
E, come si apprende dalle cronache di molti giornali, non si è fermato solo alla regione abruzzese, perchè lo stesso ha fatto, approfittando del caos esploso ad Haiti dopo il terremoto, realizzando un lodo arbitrale a firma del viceconsole italiano a Port-au-Prince. Il Filippi produceva sentenze e lodi arbitrali (con tanto di timbri prodotti tra Pisa e Pescara) che poi venivano trascritti “regolarmente” ai vari uffici di pubblicità immobiliare (le vecchie conservatorie).
Tramite l’istituto giuridico dell’usucapione veniva poi trasferita la proprietà dei numerosi immobili a soggetti ed enti in qualche modo a lui riconducibili. In alcuni casi gli appartamenti venivano addirittura rivenduti a terze persone che, secondo la procura livornese, li acquistavano senza essere a conoscenza della frode.
Tribunali, notai, avvocati, consolati, comuni. Donato Filippi  aveva un timbro per ogni documento adatto alla bisogna. Le città in cui operava in modo impeccabile sono tante: da Catania a Milano, da Rovigo a Genova e La Spezia e, in Toscana, Firenze, Arezzo, Pisa, Grosseto e Livorno. Finchè non è stato “fregato” dalla guardia di finanza ha dimostrato di essere un grande professionista del suo settore. Non come i dilettanti allo sbaraglio della politica che stanno alterando le firme per le elezioni regionali di fine marzo.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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