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Fini fa “finire” Berlusconi?

Mentre il nostro Paese va a pezzi, con enormi problemi da affrontare ogni giorno sul piano produttivo, occupazionale, economico e sociale, continua la guerra senza quartiere all’interno del Pdl che non c’è più, tra il premier Berlusconi col suo contorno di sostenitori ed il presidente della Camera, Gianfranco Fini, appoggiato da un nugolo di uomini politici che fanno muro attorno a lui e si muovono come una falange per impedirne l’annientamento mediatico e politico.
E’ accaduto proprio ciò che avevamo previsto e comunicato ai nostri lettori su questo giornale in un articolo della fine di luglio ( Fini – Berlusconi : inizia lo scontro aperto ) e cioè che i dissidenti finiani, a partire dal loro leader, sarebbero stati bersagliati da attacchi senza risparmio di mezzi utilizzando ogni risorsa mediatica ed ogni tipo di manipolazione possibile per il raggiungimento dello scopo del loro annichilimento.
Chiaramente non siamo i soli a comprendere l’evoluzione dei fatti in oggetto insieme alle loro scontate conseguenze: fino a poche ore fa il premier Berlusconi si è lamentato, infatti, del comportamento, ritenuto a lui ostile, della stampa italiana, senza considerazione alcuna per la capacità analitica ed intelligenza dei suoi operatori, soprattutto giornalisti, che ormai, nella complessa vicenda politica che lo riguarda, conoscono quanto necessario ad una descrizione circostanziata dell’intero quadro degli eventi.

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Processo breve e quello delle intercettazioni:

Come sanno bene che le prossime mosse del capo del governo dovranno per forza di cose essere giocate sul piano di due temi vitali per la sua esistenza stessa al vertice: quello del  processo breve e quello delle intercettazioni telefoniche.
Il presidente Fini sa molto bene che su tali temi il premier Berlusconi è ormai “incastrato” dentro un labirinto di situazioni che potrebbero escludergli ogni via di scampo, essendosi ormai costituite alcune forze nel Paese capaci di dare battaglia senza sosta per evitare la promulgazione di leggi limitative dei diritti dei cittadini italiani e lesive dei principi fondamentali della Carta Costituzionale.
Uno tra tanti esempi, il Presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Roberto Natale, come reazione alle parole del premier Berlusconi che esprimevano la sua volontà di riprendere la strada del contestatissimo progetto di modifica delle attuali leggi che regolano le intercettazioni telefoniche, ha già comunicato: “
Se il Presidente del Consiglio vuole ricominciare lo scontro sulle intercettazioni, sappia che siamo pronti. Evidentemente non ha meditato sulle parole di saggezza con le quali il Presidente della Repubblica Napolitano aveva commentato poche settimane fa l’iter parlamentare del provvedimento. Berlusconi ritiene invece di dover riprendere a < lottare per l’inviolabilità delle conversazioni >.”
Insomma, ciò che si preannuncia è abbastanza evidente: non è solo Fini l’ostacolo che Berlusconi dovrà superare, ma un insieme di forze, compresa la stampa, che gli renderanno le notti insonni.

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