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Enna: capo procura rimane solo

Anche l’ultimo sostituto procuratore in servizio ad Enna, il pm Marcello Cozzolino, lascerà il prossimo 9 settembre la procura. Da tre anni nessun magistrato viene designato ad Enna così Calogero Ferrotti, insieme ad un collega di Mistretta, diviene l’unico procuratore d’Italia senza sostituti.
Tale situazione è destinata a perdurare fino alla prossima primavera, quando è previsto l’insediamento di altri tre magistrati. Intanto Ferrotti, tenterà di gestire un carico di lavoro che, secondo le tabelle del Csm, dovrebbe esser affidato ameno ad altri quattro magistrati.
Per far comprendere meglio ai lettori la questione, specifichiamo che questo magistrato, da solo, dovrà smaltire gli oltre 7.000 procedimenti aperti ogni anno, di cui 2.400 a carico di “noti”, oltre all?attività di udienza, di coordinamento delle investigazioni delle forze dell’ordine, e altre cose di questo genere.

 

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Enna: procuratore senza sostituti

La notizia dell’arrivo, in primavera, dei magistrati era filtrata circa due mesi fa dal Csm, nonostante il ministro Guardasigilli Angelino Alfano avesse espresso la sua contrarietà alla collocazione di magistrati appena usciti dal concorso in uffici di procura. Assegnare uditori giudiziari negli uffici di Procura è una deroga, permessa solo a causa dell’emergenza.
Il procuratore Ferrotti lo scorso novembre fu protagonista di uno scontro istituzionale con Alfano per via di un sostituto trasferito. E il ministro della Giustizia Alfano, ricordiamo, all’epoca, aveva tranquillizzato tutti, affermando: “Assicuro e garantisco che Enna non resterà scoperta.
Il sostituto che è stato trasferito sarà rimpiazzato. Mi auguro che magistrati solerti, che hanno il senso delle istituzioni, chiedano di essere destinati a Enna… Ho già fatto presente a Ferrotti  che amministrare la giustizia è compito difficile e quindi, se non se la sente, è meglio che si goda una meritata pensione. Io chiederò al Csm l’immediata nomina del nuovo procuratore”.
In quel contesto di scontro, Ferrotti, 67 anni, 33 dei quali passati in magistratura, aveva deciso di rassegnare le dimissioni. La sua scelta rientrò solo in seguito alle manifestazioni di stima e solidarietà piovutegli dall’Anm e da decine di magistrati di tutta Italia. Ferrotti rimase al suo posto, con un solo sostituto in servizio, ma la situazione, contrariamente a quanto assicurava il ministro Alfano, non s’é mai risolta.

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