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Emma Marcegaglia alla riscossa

Parlando alla platea di piccoli imprenditori a Prato, Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, ha voluto rimarcare con decisione la sua posizione di imparzialità rispetto al mondo della politica e a quello sindacale, entrambi in questo momento attraversati da accesi dibattiti interni.
Prendendo spunto dagli attacchi personali subiti dai media del premier, che hanno occupato nei giorni scorsi molto spazio nei giornali e negli altri mezzi di comunicazione, così si è espressa:
“Ho provato grande amarezza pensando che qualcuno di voi abbia potuto pensare che il suo presidente fosse ricattabile. Non c’è pressione, non c’è telefonata, non c’è intercettazione, non c’è verbale giudiziario che possa farmi tremare la mano, in quanto il mio dovere è quello di non piegarmi. Vi assicuro che non cambierò rotta, non cederò di un solo millimetro”.
Speriamo che in tale posizione di difesa delle proprie convinzioni ci sia spazio all’analisi dell’inquietudine che emerge quotidianamente dal mondo del lavoro che teme un ritorno all’indietro rispetto al mantenimento dei diritti acquisiti al costo di decennali lotte e vede abbastanza opaco l’orizzonte del proprio futuro.

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Inchiesta trabocchetto sui giornali:

Nel suo intervento, poi, ha denunciato, riferendesi al caso dell’inchiesta-trabocchetto apparsa su Il Giornale seguito dalla pubblicazione-avvertimento sul giornale “Panorama” la cortina fumogena velenosa che tenta di investire Confindustria con la sua nebbia. Ed ha rinnovato con queste parole un suo preciso impegno.
“Se i veleni della politica o della stampa credono di indurci a dire qualcosa o a tacerne altre io so quale è il mio dovere, lo dico forte: non piegarmi, respingere con massima fermezza ogni eventuale tentativo di compromettere l’autonomia e l’indipendenza di Confindustria. Sarà così fino a fine mandato, a maggio 2012″.
Riferendosi ancora alle metodologie usate da taluni giornali per intimidirla, ha continuato affermando che il teatrino mediatico in cui si è trovata coinvolta le fa abbastanza schifo e che Confindustria è al servizio del Paese senza nutrire alcuna ambizione politica, in un ruolo di stimolo verso maggioranza, opposizione e sindacati che porti ad un maggior rafforzamento del credo collettivo delle imprese.
Ha concluso, infine, esprimendo l’opinione che la vita pubblica è tornata a cadere vittima dei suoi peggiori difetti, e che si è diffusa una coltre sempre più pesante di polemiche condotte a colpi di veleni e sospetti, odio, delegittimazioni personali, gossip, campagne mediatiche, intercettazioni telefoniche, accuse infamanti. Vita pubblica e politica si distruggono sotto i nostri occhi: e questa è una spirale che può mettere l’Italia nel mirino dei mercati.

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