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Emigrazione italiana e memoria

Come molti sanno, l’Italia è un Paese che conosce bene le sofferenze e le speranze legate ai processi dell’emigrazione. Il nostro Paese, infatti, tra il 1861 e il 1985 è stato interessato da un numero di partenze all’estero (in molti paesi del mondo occidentale, in America e nel nord Africa) di quasi 30 milioni di persone.
Si trattò di un esodo che toccò tutte le regioni italiane. Tra il 1876 e il 1900 l’ emigrazione interessò prevalentemente le regioni settentrionali con tre regioni che fornirono da sole il 47% dell’intero contingente migratorio: il Veneto (17,9), il Friuli-Venezia Giulia (16,1 per cento) ed il Piemonte (12,5 per cento).
Nei due decenni successivi il primato migratorio passò alle regioni meridionali, con quasi tre milioni di persone emigrate soltanto da Calabria, Campania e Sicilia, e quasi nove milioni da tutta Italia. Per tenere sempre fresca la memoria sulle complesse vicende vissute da questi milioni di italiani, vengono organizzati spesso incontri e convegni aventi come tema proprio il fenomeno dell’ emigrazione che ha interessanto così tante generazioni.

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Emigrazione italiana: alla ricerca delle radici

Il 16 giugno prossimo, uno di questi incontri si terrà presso l’Università “La Sapienza” di Roma e si chiamerà “Alla ricerca delle radici: emigrazione, discendenza, cittadinanza”. Organizzato dalle docenti Ester Capuzzo e Flavia Cristaldi, il convegno è patrocinato da Farnesina e Viminale, dallo Società Geografica Italiana e dall’ Associazione dei Geografi Italiani oltre che dall’ istituto per la storia del risorgimento italiano Comitato di Roma.
Ad aprire i lavori i saluti delle autorità, a cominciare dal rettore Luigi Frati, dal prorettore Biagini, dal preside della facoltà ospitante Piperno; seguiranno gli interventi di saluto del direttore del dipartimento Scienze dei segni, degli spazi e delle culture Di Giovine, del presidente dell’ Agi Farinelli e del Comitato romano di storia del risorgimento Pacifici. Quindi, il convegno entrerà nel vivo con la prima sessione presieduta da Flavia Cristaldi su “L’ emigrazione e le istituzioni”: vi parteciperanno il sottosegretario agli esteri Scotti, l’ onorevole Narducci (Pd), l’ ex viceministro Danieli, il contrammiraglio Aliperta, l’ onorevole Schmid, il prefetto Di Caprio, Giuseppe Ascrizzi per il Ministero dell’ Interno e Maria Caterina Pincherle per l’ Ambasciata del Brasile in Italia.
A fine mattinata verrà inaugurata la mostra che dà il titolo al convegno: allestita presso la Biblioteca di Geografia della Facoltà rimarrà aperta fino al 18 giugno. 

 

Emigrazione dai territori italiani dell’ Impero asburgico

Nel pomeriggio, i lavori, ancora presieduti dalla Cristaldi, approfondiranno il tema “L’ emigrazione dai territori italiani dell’ Impero asburgico: Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia”.
Quando alla fine della prima guerra mondiale i territori italiani dell’ Impero Asburgico furono annessi al Regno d’ Italia, gli abitanti dovettero scegliere tra la cittadinanza austriaca e italiana. Molti degli emigrati all’ estero, però, non essendone informati, persero l’ opportunità, acquisendo e trasmettendo nel tempo alla loro discendenza una cittadinanza straniera.
La legge 14 dicembre 2000, numero 379 proposta dall’ onorevole Schmid presente al convegno, consente oggi ai discendenti degli avi italiani abitanti in quei territori e poi emigrati di acquisire la cittadinanza italiana, permettendo di disegnare nuove geografie dell’ appartenenza.
Di questo si parlerà nella seconda parte del convegno cui parteciperanno diversi docenti de “La Sapienza” a cominciare dalle due organizzatrici Cristaldi (geografa) e Capuzzo (storica), insieme a loro i colleghi Cosimo Palagiano, Piero Bevilacqua e Tiziana Banini; il direttore del mensile “Trentini nel mondo” Maurizio Tomasi e l’ avvocato Josè Eraldo Stenico, discendente di trentini emigrati in Brasile.

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