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E’ del Pd il primo indagato del nuovo Parlamento

Se non è un record, poco ci manca; le elezioni sono passate da pochi giorni ed il nuovo Parlamento deve ancora riunirsi per la prima seduta (che ci sarà il 15 marzo), ed ecco che una neo-eletta viene indagata dalla Procura: si tratta di Maria Tindara Gullo, neo deputata nazionale del Partito Democratico eletta in Sicilia e coinvolta nell’ inchiesta denominata “fake” che alcune ore fa è sfociata nell’arresto di sette persone, tra le quali figura il padre della stessa Gullo.
Per la neo deputata, l’accusa è di falso ideologico ma nell’ indagine che gli inquirenti stanno portando avanti risultano anche altre ipotesi di reato come soppressione di atti d’ufficio, voto di scambio, associazione a delinquere e truffa aggravata.
Tornando alle accuse mosse a Maria Tindara Gullo, queste riguardano le elezioni comunali del 2011; in quella circostanza, pochi mesi prima della tornata elettorale per le amministrative nelle quali era candidata al consiglio comunale, la Gullo avrebbe falsamente dichiarato di essere residente nel comune di Patti presso una abitazione di proprietà del padre, che è l’ex vice sindaco Francesco Gullo, arrestato nel corso della stessa inchiesta per associazione a delinquere, falso in concorso e voto di scambio.

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Maria Tindara Gullo, Pd, indagata:

Secondo gli inquirenti il padre della Gullo sarebbe la mente dell’associazione che, in base alla tesi dell’accusa, avrebbe pilotato le elezioni amministrative del 2011 a Patti, comune con poco meno di 15mila abitanti in provincia di Messina. Maria Tindara Gullo è ora indagata poiché dalle indagini sarebbe emerso che, al contrario di quanto aveva dichiarato nel corso di quelle elezioni del 2011, non si sarebbe mai mossa dalla sua reale residenza nel vicino comune di Montagnareale insieme al marito e alla figlia, anch’essi trasferitisi fittiziamente a Patti. 
Quarantasette anni e secondo le cronache locali vera e propria punta di diamante della politica di Patti, alle ultime primarie del Pd per la scelta dei candidati al Parlamento aveva ottenuto circa 11mila guadagnandosi il riconoscimento di donna più votata in Sicilia. Il Partito Democratico è corso subito ai ripari decidendo, tramite la direzione nazionale, di sospendere dal partito gli iscritti destinatari dei provvedimenti cautelari nell’ambito dell’inchiesta in questione (oltre alla Gullo infatti, sono stati sottoposti nell’ambito della stessa inchiesta ad obbligo di divieto di dimora due consiglieri comunali sempre di area Pd).
In una nota della segreteria provinciale del Pd si legge infatti che “Nei prossimi giorni la segreteria provvederà a nominare un commissario per il circolo del Pd a Patti peraltro, richiesto dallo stesso segretario del circolo. La commissione di garanzia del Pd  valuterà nei prossimi giorni se sarà necessario assumere altre decisioni. Il Pd esprime piena fiducia nella magistratura nell’accertamento dei fatti”.
Intanto nella giornata di lunedì sono in programma, dinanzi al gip del tribunale di Patti (Me) Onofrio Laudadio, gli interrogatori di garanzia nei confronti delle sette persone arrestate.

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Scritto da

Matteo Vespasiani

Giornalista scomodo - "L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede..."

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