Seguici su:

Archivio Notizie

Letto 299 Volte
Condividi

Crisi: italiani “accerchiati”

La nuova manovra finanziaria voluta dal governo Berlusconi ed elaborata dal ministro Tremonti produrrà riflessi economici negativi sulle famiglie e sul ceto medio italiano intervenendo, al di fuori di quanto dicono proclami e spot pubblicitari governativi, su una situazione già non florida che ha creato e crea tuttora seri problemi  alla vita quotidiana di milioni di italiani.
Mentre fervono incontri di ogni genere tra istituzioni centrali e locali per analizzare i risvolti concreti del provvedimento, continuano a levarsi voci d’allarme sociale destinate a rimanere inascoltate.
Gli italiani si sentono ancora accerchiati dalla crisi“, ha ribadito nelle ore scorse il terzo sondaggio Confesercenti-Ispo sulla situazione economica e sociale del Paese che interviene dopo quello di ottobre 2009 e febbraio 2010.
Da esso emerge altissimo l’allarme per la situazione economica che tocca il 93% fra quelli che si dichiarano molto/abbastanza preoccupati (era il 91% nei primi due sondaggi) e per il lavoro che arriva al 94% dal 92% di febbraio. Solo il 7% si dice non preoccupato.

Pubblicità

 

Le categorie lavorative più penalizzate:

In particolare sul fronte lavoro sono “molto” o “abbastanza” preoccupati per la situazione del mercato del lavoro il 94% degli intervistati, con un balzo di 2 punti rispetto a febbraio. Il “picco” lo toccano con il 98% sia i disoccupati che i dirigenti e i liberi professionisti.
Seguono poi con il 96% insegnanti e impiegati e con il 92% i lavoratori dipendenti con qualifiche meno elevate. La sicurezza del posto di lavoro, in ogni caso, preoccupa 6 italiani su 10. In aumento i “molto preoccupati” dal 18% di ottobre al 28%, in lieve diminuzione gli “abbastanza” preoccupati che dal 33% si attestano ora al 31%. Quelli che non si preoccupano sono complessivamente il 41% del campione.
Ad essere molto preoccupati sono di piu’ le donne, i 18 – 34enni, i possessori di titoli di studio poco elevati, i lavoratori dipendenti con basse qualifiche. Ed e’ esponenziale la crescita della preoccupazione per il proprio posto di lavoro nel Sud, che sale dal 21% di ottobre al 36% attuale. Resta, inoltre, sostanzialmente costante da febbraio la quota di famiglie coinvolte nella perdita del lavoro (18% rispetto al 19% precedente) mentre migliora il dato che si riferisce alla cassa integrazione (dal 17% al 14%).
Contemporaneamente, continuano ad ingrandire il proprio serbatoio di ricchezza le fasce alte della popolazione, cui la crisi in atto ha creato nuove opportunità di sfruttare gli affari derivanti dall’impoverimento generale. Senza chiaramente essere minimamente toccati dalla manovra, costituendo la solida base di sostegno all’attuale vertice politico che non va scontentato.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Potrebbe interessarti

Lascia un commento

Seguici su: