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Crisi economica: il lavoro è sempre più merce rara

Nella nostra povera Italia dove, a detta dell’attuale governo, tutto va bene, ai giovani continuano ad essere precluse le vie della reali
zzazione attraverso il lavoro che continua ad essere una merce rara alla portata soltanto di pochi fortunati. Diplomati e laureati abbondano in tutto il territorio italiano e sono costretti per lo più a scappare all’estero perchè sono ben consci che alla propaganda trasmessa dal governo non corrisponde alcun fatto concreto riguardo il loro futuro.
Il fallimento dello Stato in uno dei suoi compiti più importanti riguardo la gestione del futuro delle nuove generazioni è così conclamato, da far passare in second’ordine addirittura le ruberie quotidiane di molti amministratori pubblici che, perpetuandosi in un crescendo sempre più monotono, ormai appaiono incarnate indissolubilmente alla professione politica nostrana.

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Gestione scadente della Cosa Pubblica

E intanto si discute in uno scenario impietoso dove primeggia l’arte dello scaricabarile che evidenzia la mediocrità dei soggetti cui è affidata la gestione della cosa pubblica. Mentre discutono ci viene in mente Clement Attlee e le sue parole chiare che confermano come “Democrazia significa governo fondato sulla discussione, ma funziona soltanto se riesce a far smettere la gente di discutere“. Forse sarebbe meglio far parlare i fatti, che in questo momento nel nostro Paese, acciaccato da mille problemi insoluti, difettano assai.
I fatti di ieri, per esempio, ci dicono che ad un concorso bandito dal comune di Napoli per 534 posti di lavoro, sono state presentate, soprattutto da giovani massimo trentenni, ben 112.572 domande di partecipazione. Nella Polizia Municipale sono state 48mila le domande per 170 posti.

Concorsi pubblici, tanti partecipanti e pochissimi posti

Per i dieci diversi concorsi inerenti diverse  figure professionali, il 42 per cento delle domande riguarda il bando dei vigile urbano (si tratta di 48.155 domande a fronte di 170 posti); soltanto l’1,14 per cento aspira al ruolo di Funzionario Informatico (1282 domande per 18 posti). L’82,84 per cento degli aspiranti è diplomato (sono tre i concorsi riservati a chi ha conseguito il diploma); il 17,16 per cento delle domande è stata avanzata invece da laureati.
E se l ‘81,87 per cento delle richieste proviene dalla provincia di Napoli, non sono poche il numero di domande provenienti dal resto d’Italia: si sono avute, tra le altre più diverse, domande addirittura dal Trentino Alto Adige e dal Friuli.
I dati diffusi evidenziano un certo equilibrio tra uomini e donne. Dicono anche che se ai 112.572 aspiranti ad un lavoro togliamo i 534 che entro due anni saranno assegnati ai ruoli, restano 112.038 disoccupati in cerca di lavoro soltanto per la fascia di cui abbiamo trattato. Disoccupati che si aggiungono ai licenziati per via della crisi ed ai tanti precari, come quelli dei call center, cui sta per essere tolto ogni futuro lavorativo.
Nel polemico clima elettorale cui stiamo assistendo sono ben pochi coloro che parlano di tale drammatica realtà che sta vivendo il nostro Paese.

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