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Crisi economica: boom dei falsari. Non solo banconote

Come tutti sanno, l’economia italiana in questo momento soffre come non mai, provocando emorragie inarrestabili di posti di lavoro, con conseguente contrazione dei consumi e gravi limitazioni alla normale circolazione del denaro che sembra essere diventato una merce estremamente rara. In molti non sanno più dove sbattere la testa per andare avanti, non potendo contare su strutture pubbliche capaci di sostenere i cittadini nei gravi momenti di difficoltà in cui si dibattono e potendo contare spesso soltanto sulle proprie capacità creative per tirare avanti l’esistenza.
In un tale momento i neuroni sono chiamati a compiti di straordinaria attività, in quanto non è facile trovare le chiavi giuste per delle soluzioni ottimali ed oltretutto avendosi a che fare con una concorrenza particolarmente attenta ed agguerrita in moltissimi settori. In questo contesto nascono i servizi più nuovi e diversi, rivelandosi per lo più tentativi frutto della disperazione, privi di ogni pianificazione e conoscenza atta a dare valore e continuità a tali volenterosi sforzi.

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In Italia aumentano le banconote false:

C’è chi invece, in mezzo al marasma sociale, ricorre ad un sistema facile facile per procurarsi denaro, conosciuto da tempi antichissimi: fabbricarselo da soli. Le moderne tecnologie consentono tale attività (alcuni lo fanno addirittura avvalendosi di un semplice scanner collegato ad un computer, con l’ausilio di idonea stampante ed apposita carta che deve somigliare come consistenza e qualità il più possibile a quella filigranata normalmente utilizzata dallo Stato).
I rischi di essere scoperti ci sono, soprattutto nella fase della commercializzazione del ” prodotto” ma, come si sa, dove c’è disperazione, i timori di essere perseguiti penalmente si sciolgono come neve al sole.
Secondo i dati forniti dalla Banca D’ Italia nel primo semestre del 2009 erano state riconosciute come false e ritirate dalla circolazione nel nostro Paese 82.239 banconote, con un incremento del 20% rispetto al secondo semestre del 2008 (nel quale erano sate riconosciute false 68.371 banconote). I tre tagli intermedi (€20, €50 e €100), insieme, avevano rappresentato il 99% delle falsificazioni tolte dalla circolazione. 

 

Il nuovo trend delle monete false:

L’incremento era dipeso principalmente dall’aumento del numero di falsificazioni del taglio da €20 (35% in più rispetto al secondo semestre del 2008), mentre la contraffazione del taglio da €50 era aumentata dell’11% e quella del €100 era rimasta sostanzialmente stabile.
Il biglietto più contraffatto era stato quello da €20 (50.237 pezzi, pari al 61% del totale). Al livello dell’Eurosistema erano stati ritirati dalla circolazione 413.000 biglietti in euro falsi, il 17% in più rispetto al quantitativo rinvenuto nel secondo semestre 2008 (354.000).  Anche nell’Eurosistema il biglietto da €20 è risultato il più contraffatto (48,5% del totale), seguito dal 50 (34%) e dal 100 (13,5%).
Al fenomeno della contraffazione delle banconote bisogna aggiungere un nuovo fenomeno che sta emergendo: le monetine falsificate utilizzate nei distributori automatici. Sono infatti sempre più spesso trovate soprattutto nei distributori automatici, oppure date come resto, le monetine false da 20 centesimi e 50 centesimi  (ultimamente consistenti quantità sono state segnalate a Roma).
I sistemi per la distribuzione ovviamente sono i più diversi e spesso hanno a che fare con la fantasia di chi gestisce l’operazione. Chiaramente la falsificazione non si ferma solo a banconote e monete: a Venezia, per esempio, nelle ultime ore è stato fermato un quarantenne di Chioggia dipendente dall’azienda di trasporti Actv che, dopo essersi fabbricati i biglietti falsi in casa da solo, li rivendeva tranquillamente nei turni notturni a bordo dei vaporetti, approfittando del fatto che in quella fascia oraria le biglietterie ufficiali sono chiuse. E’ la crisi, bellezza!

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