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Creatività e cultura

La trasformazione ed evoluzione della società italiana, è noto, è diventato tema di dibattito continuo in questa fase storica in cui i vecchi schemi sociali e produttivi sembrano soccombere sotto i colpi delle novità tecnologiche, degli effetti della globalizzazione, dell’ingresso di nuove culture nella scena mondiale. Sempre più spesso sentiamo dire da vari esponenti della dirigenza politica che il futuro del nostro Paese dipende dalla creatività con cui verranno affrontate le competizioni internazionali e intanto l’attuale governo taglia i fondi alla Cultura, componente di base da cui la creatività si origina.
E’ da premettere che, come molti studi attestano, le creazioni della mente, che portano in modo preminente il segno dell’originalità e della grandezza, non si sono formate nel campo della coscienza, ma si sono riversate con esplosioni di travolgente potenza presso quegli uomini e territori in cui “fibrillava” un particolare humus.

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Dove nasce la creatività:

Grazie agli studi di scienziati come Sigmund Freud, Frederic W. H Meyers, Carl Gustav Jung ed altri, oggi sappiamo che la creatività proviene da una serie di processi inconsci in cui azioni abituali e mnemoniche si fondono insieme ad incredibili rivelazioni “miracolose” e talvolta profetiche.
Nei meandri dell’inconscio dunque nascono quei fenomeni che nel linguaggio comune descriviamo come intuizione, ispirazione, immaginazione, percezione, visione, talento, prescienza, ecc, che, non molti sanno, si celano in ognuno di noi, dentro le più normali attività mentali. Poichè i contenuti della coscienza, oltre che da fattori irrazionali e causali, sono formati anche e soprattutto da informazioni, immagini, impressioni che assorbiamo dal momento della nascita, diviene conseguenziale che chi assume dosi maggiori di tali “alimenti psicologici” può essere più degli altri proiettato nelle categorie sociali più “creative” come quelle degli artisti, inventori, pensatori e filosofi, e così via. E’ abbastanza noto, poi, il ruolo che svolge l’intuizione in rapporto alla creatività.

 

Cultura e tagli:

Molte scoperte ed invenzioni straordinarie e molti capolavori artistici hanno preso origine da processi intuitivi che si sono presentati ad alcuni uomini sotto forma di fantasie, sogni, stati di trance, illuminazioni fulminee e di altri stati di coscienza particolari. Poeti, pittori, musicisti, biologi, chimici, fisici ed altri uomini del mondo artistico e scientifico hanno spiegato con chiarezza come i risultati del loro lavoro è stato conseguente al  tentativo di allargare le loro conoscenze, allargando contemporaneamente i confini della conoscenza umana.
I risultati della loro attività creativa sono oggi conservati presso Musei, Accademie, Enti e Fondazioni culturali che cercano di preservarli intatti affinchè divengano fonti di ulteriori progressi per quanti ambiscono a continuare a sviluppare la loro opera nel futuro.
Questi “laboratori” di creatività oggi sono colpiti, alcuni in modo fatale, da micidiali tagli finanziari che ne mettono in pericolo la stessa esistenza. Ecco sorgere dunque un’altra grande contraddizione dell’attuale governo: da una parte sollecita alla creatività e dall’altra cancella i luoghi da cui essa si origina. Come ha fatto con le forze dell’ordine riducendone gli organici mentre prometteva ai cittadini più sicurezza. Come ha fatto con i vigili del fuoco, gli insegnanti ed i ricercatori e tutti gli altri dipendenti pubblici. Come ha fatto con i pensionati, i giovani, i più deboli.

Trilussa, La Politica:

La situazione che il Paese sta vivendo somiglia molto a quella descritta a suo tempo da Trilussa, nella sua poesia “La Politica”:

 

“Ner modo de pensà c’è un gran divario:
mi’ padre è democratico cristiano,
e, siccome è impiegato ar Vaticano,
tutte le sere recita er rosario;

de tre fratelli, Giggi ch’è er più anziano
è socialista rivoluzzionario;
io invece so’ monarchico, ar contrario
de Ludovico ch’è repubbricano.

Prima de cena litigamo spesso
pe’ via de sti princìpi benedetti:
chi vo’ qua, chi vo’ là…Pare un congresso.

Famo l’ira di Dio! Ma appena mamma
ce dice che so’ cotti li spaghetti
siamo tutti d’accordo ner programma”

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