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Continua la farsa della Rai

Ancora una volta si riapre il sipario sui comportamenti poco rispettosi dei criteri che dovrebbe seguire la televisione pubblica del nostro Paese: alcuni dirigenti Rai, ormai, forse troppo accondiscendenti verso che governa, continuano con arrogante sfacciatagine a nascondere notizie di primaria importanza ai cittadini italiani.
L’ultimo episodio si è verificato a proposito della grande manifestazione di protesta del 16 Giugno scorso che ha avuto come protagonisti i cittadini aquilani, circa 20.000 che hanno portato in giro i colori verde e nero della città abruzzese e che hanno sfilato pacificamente.
E se era abbastanza ovvio e prevedibile aspettarsi che il Tg1 diretto da Augusto Minzolini non avrebbe dato accenno alcuno all’evento, non era altrettanto facile immaginare che anche il Tg2 si sarebbe comportato allo stesso modo.
I cittadini de “L’Aquila” sono così increduli ed arrabiati, a causa dell’oscuramento mediatico subito, da aver deciso di avviare, attraverso i propri rappresentanti, un invito rivolto all’intera città a non pagare il canone Rai.

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Cittadini de L’Aquila: non pagare il canone Rai

La proposta è stata formalizzata in un ordine del giorno trasversale presentato nelle ore scorse dai consiglieri comunali Giuseppe Bernardi (Sd), Fabio Ranieri (Pd) e Pasquale Corriere (Abruzzo Democratico).
Nel testo, i consiglieri impegnano il sindaco e la Giunta comunale ad «intraprendere un percorso di disobbedienza civile nei confronti della televisione di Stato con i propri rappresentanti della Giunta del Comune dell?Aquila e del Consiglio del Comune de l’ Aquila per il blocco del pagamento del canone Rai fintanto che in Italia non sarà ripristinata la democrazia che viene continuamente negata vietando il diritto all’informazione».

Chi probabilmente se la riderà apertamente per questa incresciosa situazione sarà il premier Berlusconi cui ancora è affidato, in seguito alle dimissioni di Scajola per le note vicende, l’interim del Ministero della Sviluppo Economico alle cui decisioni la Rai è assoggettata: come proprietario di Mediaset, infatti, indebolire e cercare di distruggere il servizio televisivo pubblico non può che recargli vantaggi di ogni genere.

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