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Ateo denuncia vescovo: l’ostia non è corpo di Cristo

Probabilmente non costituirà una svolta epocale a livello giuridico all’interno del mondo della Chiesa, ma quanto accaduto in queste ore ad Ancona è sicuramente un fatto singolare e da raccontare.
Leggiamo con curiosità dai giornali locali la vicenda di un uomo, ex comandante dei vigili urbani di Ancona e dirigente dell’Ufficio statistica del Comune in pensione nonché membro dell’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti, che ha deciso di denunciare un vescovo sostenendo che l’atto del somministrare l’ostia consacrata affermando che essa sia ‘corpo di Cristo’ rappresenti un abuso della credulità popolare.
Per questo motivo il signor Dante Svarca, questo il nome  dell’ ex comandante dei vigili urbani, ha presentato un esposto a carico del Mons. Edoardo Menichelli dopo averlo diffidato a dare disposizioni ai sacerdoti della sua diocesi di presentare l’eucarestia ai fedeli come ‘corpo di Cristo’.
“Non ho ricevuto risposta e il vescovo di Ancona e i sacerdoti della sua diocesi – ha affermato nella denuncia Svarca – continuano a presentare l’ostia come il vero corpo di Gesù, in aperto contrasto con la ragione e i risultati della scienza”.

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Corpo di Cristo e abuso di credulità popolare:

Secondo il sig. Svarca, in questo comportamento vi sarebbero gli estremi per configurare un abuso della credulità popolare tanto che arriva persino a chiedere l’acquisizione scientifica di “campioni di ostia consacrata e ancora da consacrare’’ da sottoporre all’esame del Dna così da “chiarire definitivamente se sia avvenuto qualche reale cambiamento nell’ostia, a seguito della consacrazione’’.
Se questi esami dovessero dare esito negativo certificando che con la consacrazione non è avvenuto alcun cambiamento “e l’ostia consacrata sia in tutto uguale a quella non consacrata e, in particolare, il Dna contenuto nelle due ostie sia sempre quello del grano da cui proviene la farina’’ afferma ancora il sig. Svarca “si prega di voler procedere contro il vescovo mons. Edoardo Menichelli per i reati che la S.V. riterrà di ravvisare nel comportamento segnalato’’.
Quella del sig. Svarca appare tanto come una questione di principio, una battaglia contro i mulini a vento destinata a spegnersi senza alcun esito; anche perché riteniamo di poter dire che, qualora venisse accettata l’ accusa di abuso di credulità popolare, sarebbero molte le persone a finire sul banco degli imputati. E non solo tra preti e vescovi.

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