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Aspettando ancora il Tg1

Ancora una volta la manifestazione degli aquilani a Roma per protestare contro gli interventi governativi post-terremoto, considerati estremamente insufficienti, non ha trovato posto nei titoli del Tg1.
Una manifestazione che ha prodotto tensioni con le forze dell’ordine ed alcuni feriti strapazzati a manganellate perchè tentavano di invadere via del Corso che, a detta degli agenti, era loro preclusa. Una notizia data da moltissimi media in diretta data la sua importanza e seguita minuto per minuto da folle di giovani e non, attraverso Facebook.
Proprio nelle ore scorse il presidente dell’autorità per le comunicazioni Corrado Calabrò, aveva sostenuto la necessità di cambiare la governance della Rai per liberarla dal condizionamento dei partiti, rinnovando un invito in questo senso al Parlamento.

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Svincolare la Rai dal controllo politico:

Calabrò ha sottolineato tra l’altro, nel suo intervento, che “la Rai non ha le risorse sufficienti per migliorare la rete trasmissiva, per investire nell’alta definizione e nella televisione su internet, svolgendo quel ruolo di pivot delle nuove tecnologie segnato nelle nostre Linee guida“.
Quindi, “si liberino gli elementi imprenditoriali con un assetto diverso della governance, svincolato dai partiti, che valorizzi la capacità gestionale e decisionale (con le correlative responsabilita’); si chiarisca e si renda piu’ trasparente ed accountable agli utenti il ruolo della TV pubblica”.
Manco a farlo apposta all’intervento di Calabrò è seguito (e pubblicato su un importante giornale nazionale) il perentorio avvertimento di non scherzare col fuoco, del giornalista Michele Santoro, a proposito della ripresa autunnale della sua trasmissione “Anno Zero”, attraverso una lettera inviata al presidente della televisione pubblica Paolo Garimberti, in cui fa intendere che potrebbe essere l’autorità giudiziaria ad interessarsi presto della questione.

 

Michele Santoro e la lettera a Garimberti:

Ha scritto infatti: “Annozero è in onda grazie ad una sentenza del giudice confermata in appello e chiunque ne ostacolerà la regolare programmazione ne sarà personalmente responsabile”. Santoro nella sua lettera ha tenuto a specificare due punti:

  1. primo punto, che Annozero tornerà in onda il 23 settembre su Raidue;

  2. secondo punto, che non ci sono più trattative in corso, quindi bisogna togliere i punti interrogativi dal palinsesto superando un incomprensibile ostruzionismo.

Il presidente Gariberti ha preferito non replicare, forse per non esacerbare gli animi. I problemi legati all’informazione, alla Rai, non finiscono qui: il presidente dell’ Associazione Pensionati Italiani in Repubblica Dominicana, Ivo Bellaccini, ha appena denunciato il fatto che dal palinsesto di “Rai internazionale” sono scomparsi i telegiornali in diretta delle 13 e delle 20, orario italiano. Dice sinceramente di non comprendere questa scelta del nuovo direttore.

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