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Liste elezioni amministrative: candidature poco raccomandabili

Continua il solito balletto dei candidati poco raccomandabili cui buona parte dell’organizzazione partitica ci ha da moltissimo tempo abituati. Se il Parlamento è vissuto senza problema alcuno da personaggi che hanno sulle spalle condanne penali tra le più diverse, comprese quelle legate a reati di corruzione e di mafia, anche le altre istituzioni amministrative si adeguano presentando sempre più spesso nelle liste elettorali i migliori brutti ceffi che hanno a disposizione.
Fino a suscitare le ire della commissione parlamentare Antimafia che ha lanciato nelle scorse ore un vibrante allarme al Paese e alla sua dirigenza istituzionale e politica scaturito dall’analisi delle liste delle ultime elezioni amministrative dove, afferma il presidente della commissione Beppe Pisanu, “emergono candidati ed eletti diciamo irregolari per reati diversi da quelli che il nostro Codice di autoregolamentazione prevedeva.
Cosicché, l’immagine complessiva che se ne ricava è che la disinvoltura nella formazione delle liste sia molto più allarmante di quella che noi abbiamo immaginato. Sono liste gremite di persone che non sono certe degne di rappresentare nessuno”.

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Liste formate con favoritismi e raccomandazioni:

Queste affermazioni suonano come prova di come la classe politica non riesce a distaccarsi dai vecchi metodi intrisi di favoritismi, voti di scambio, raccomandazioni e tutto il resto, che hanno ridotto l’Italia nelle condizioni di grave crisi economica e sociale in cui oggi si trova. Mentre i giovani si allontanano sempre più dalla politica non trovandovi ormai più nulla che possa rivelarsi utile per il loro inserimento sociale e lavorativo, questa continua con il solito tran tran vergognoso.
Scrivendo di questa realtà in un noto quotidiano, il presidente Prodi la scorsa estate aveva affermato che bisognerebbe allontanare i professionisti della politica dalle loro posizioni a calci: noi riteniamo che neanche così rinuncerebbero ai privilegi  di cui godono impunemente.
Tornando alle dichiarazioni dell’on. Pisanu, in esse è da cogliere con interesse la minaccia che l’Antimafia invierà a ogni “prefettura totalmente o parzialmente inadempiente”, (cioè a quelle che non hanno mandato al Parlamento le informazioni richieste sulle liste), una scheda “in cui sono indicate le caselle da riempire: le manderemo al Ministro dell’Interno e alle Prefetture e noi vogliamo una risp
osta entro una settimana. Se non arrivano le risposte vorrà dire che dovranno venire i signori Prefetti, a spiegare in commissione che cosa è successo”.  I cittadini, chiaramente osservano quanto accade per trarne le più opportune conseguenze.

Pubblicato in Archivio Notizie

Scritto da

Pierfrancesco Palattella

Giornalista indipendente, web writer, fondatore e direttore del giornale online La Vera Cronaca e del progetto Professione Scrittura

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