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Anche il tribunale di Treviso alza bandiera bianca

Dopo il Tribunale di Trani anche quello di Treviso alza la bandiera bianca della resa. Le chiacchiere del ministro Alfano anche stavolta a nulla sono servite davanti ad una situazione che da tempo andava peggiorando di giorno in giorno senza che i responsabili governativi muovessero un dito per dare soluzioni concrete al grave problema. Forse perchè in questo momento impegnati in azioni ritenute più importanti come quelle della compravendita di parlamentari sull’orlo di una crisi di nervi.
Comunque sia, la carenza di organici del tribunale di Treviso col collegato rischio paralisi ha portato ad un’altro inquietante passo verso lo sfascio della giustizia nel nostro Paese.
Mentre scriviamo, infatti, nelle sedi distaccate di Conegliano, Montebelluna e Castelfranco Veneto che avrebbero dovuto  riprendere le attività, come previsto, a metà settembre, sono saltate tutte le udienze già fissate in calendario per i prossimi mesi. 

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Treviso: il tribunale in carenza di organico

E, si dice, questa situazione che nega ai cittadini di avere giustizia, rimarrà tale almeno fino a fine aprile 2011. Il presidente della sezione penale di Treviso, Gioacchino Termini, sconsolato, si limita a dire di avere le mani legate in quanto i giudici non si possono inventare. E che nonostante lo straordinario impegno dei quattro superstiti della sezione penale, la situazione è completamente fuori controllo.
In questo contesto fallimentare,che come tutti sanno è il prodotto di una classe politica incapace, dove non complice, di manovre affossatorie nei confronti del comparto giustizia, nelle sedi distaccate di cui sopra rimarranno senza sentenza almeno per i prossimi sei mesi circa 700 fascicoli di altrettanti processi pendenti.
In attesa di nuovi arrivi disposti da governo e Csm, la soluzione più sensata potrebbe essere quella di far celebrare le udienze a giudici onorari, ovvero avvocati e laureati, nominati per ogni udienza e quindi non di ruolo. Ma il problema di fondo, in un caso del genere, è che essi dovrebbero seguire un percorso di formazione prima di poter giudicare degli imputati e, purtroppo, i tempi affinchè questo avvenga si presentano non inferiori a sei mesi.
Troppi per riuscire a non accusare il colpo di un continuo arrivo di richieste di rinvio a giudizio, che nel frattempo si accumuleranno sui tavoli del tribunale in attesa di essere smaltite.

 

Quanti processi rinviati:

Chiaramente tutte le vittime di noti casi che attendono giustizia possono già mettersi l’anima in pace. Dovranno aspettare, aspettare, aspettare. Non sono pochi i processi, infatti, anche importanti, che avrebbero dovuto essere celebrati e che invece verranno rinviati ancora prima di cominciare.
Per fare un esempio, sarà rinviato ad un tampo da stabilire il processo di cui molto si è parlato nelle cronache dei giornali, che vede imputati due medici per interruzione colposa di gravidanza per la morte, avvenuta il 3 marzo del 2007 all’ospedale di Vittorio Veneto, di uno dei due gemelli dati alla luce da Valentina Pinton, titolare del noto negozio di Treviso “Il paradiso dei bambini”. A più di tre anni dal fatto i genitori non sapranno la verità su come è andata e se ci siano stati o meno errori medici dietro la morte del proprio figlio.
Ma non affatichiamoci nell’elencare i tanti casi di giustizia negata che si presenteranno da adesso in poi nei tribunali di cui abbiamo parlato: i cittadini italiani da moltissimo tempo hanno fatto il callo su tali questioni. Tra le chiacchiere gratuite del ministro Alfano e la situazione reale con cui si deve convivere c’è una bella differenza.

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