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Ambiente: allarme per le grandi città italiane

Scatta nuovamente l’allarme ambientale per le grandi città italiane con più di mezzo milione di abitanti che, con l’unica esclusione di Torino, vedono peggiorare la propria situazione; è quanto emerge dalla diciassettesima edizione di Ecosistema Urbano, vale a dire il rapporto annuale di Legambiente, Ambiente Italia e Sole 24 Ore che fotografa la situazione ambientale nelle città italiane.
In testa alla classifica dei comuni virtuosi troviamo Belluno, Verbania e Parma, in coda Catania, Crotone e Palermo con Milano che segna un peggioramento in tutti i parametri di qualità dell’aria, Roma che paga soprattutto gli effetti dannosi della sua mobilità scriteriata che la vede invasa dalle auto, e Napoli e Palermo penalizzate dai cumuli di spazzatura che invadono le strade.
Questi i principali risultati del rapporto che è stato presentato nella giornata di lunedì 18 Ottobre 2010 a Firenze, nel corso di un convegno che ha visto partecipare tra gli altri il sindaco di Firenze Matteo Renzi, i suoi colleghi Flavio Tosi e Michele Emiliano rispettivamente primi cittadini di Verona e Bari, il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, Roberto Della Seta, della commissione Ambiente del Senato.

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Qualità dell’aria nelle città italiane:

Le grandi città,come detto, sono in caduta libera in questa speciale classifica rispetto a quella dell’anno precedente; Genova perde 10 posizioni (occupa il posto 32), Milano ben 17 (posizione 63), Roma passa dal posto 62 dello scorso anno al 75 attuale; giù anche Napoli (da 89 a 96) e Palermo (da 90 a 101). Resiste solo Torino che anzi sale dalla posizione 77 dello scorso anno a quella 74 attuale.
I movimenti più significativi vengono realizzati da Oristano (dalla posizione 74 alla 22), Avellino (dalla 80 alla 29), Sondrio (dalla 73 alla 35) e Isernia (52 dalla 95); in negativo segnaliamo Campobasso (dalla 39 alla 70), Cagliari e Macerata (perdono entrambe 19 posizioni), Pavia (dalla posizione 20 alla 34), Milano (dalla 46 alla 63), Lecco e Rieti che con una differenza rispettivamente di – 49 e – 46 rappresentano i comuni che hanno avuto il più alto declassamento di posizioni rispetto all’anno precedente.
Tra gli indicatori utilizzati da Ecosistema Urbano per stilare il rapporto si è tenuto contro, tra gli altri, dei seguenti parametri: Acqua potabile, Perdite rete idrica, Capacità di depurazione, Produzione di rifiuti,Raccolta differenziata, Trasporto pubblico, Tasso di motorizzazione, Isole pedonali, Zone a traffico limitato, Piste ciclabili, Verde urbano, Consumi di carburanti, Consumi elettrici domestici, Politiche energetiche, il Pm 10 (particelle microscopiche presenti nell’atmosfera).

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La Vera Cronaca

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