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Martedì 18 Settembre 2012 11:15 |
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Le Terme di Diocleziano a Roma, come diversi altri luoghi storici e monumenti della Capitale, rappresentano un patrimonio artistico e culturale di inestimabile valore: erette tra il 298 e il 306 d.C. sono il più grandioso impianto termale mai costruito a Roma ed occupavano una vasta area della città tra le attuali piazza della Repubblica, piazza dei Cinquecento, via Volturno e via XX Settembre. Ad oggi del prestigioso complesso storico delle Terme di Diocleziano sono rimasti il gruppo di edifici trasformati nella chiesa di S. Maria degli Angeli e nel Museo Naz. Romano, due sale circolari (una è la chiesa di S. Bernardo, l'altra è visibile all'angolo di via Viminale), una sala rotondo-ottagona in via Cernaia coperta da cupola (detta Sala Minerva). Proprio costeggiando il complesso da via Cernaia si può assistere ad un fatto inconsueto, quantomeno curioso; che i principali monumenti di Roma siano già da tempo, spesso e volentieri, in uno stato di abbandono o nei peggiori casi di degrado, è un fatto ormai acclarato e che suscita l’indignazione degli addetti del settore oltre che lo sbigottimento degli stranieri, forse non avvezzi a possedere tanta bellezza (diversi giornali esteri, in passato, hanno affrontato la questione mostrandosi quantomeno stupiti da un tale spreco).
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Martedì 10 Aprile 2012 15:28 |
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La sua storia ormai è conosciuta, è stata raccontata diverse volte anche se probabilmente consumata e fatta sparire un po’ troppo presto dai maggiori media nazionali: è la storia di un uomo di 54 anni che nel giugno scorso decide di portare la propria protesta sotto Montecitorio (sede del Parlamento) contro i privilegi della casta politica. Uno sciopero della fame lungo e persistente messo in atto da allora ed una forma di protesta colorita e particolare che attira anche l’attenzione dei grandi media stranieri. Una protesta vera e genuina a suo dire, senza interessi personali e che nasce dalla voglia di ripulire l’Italia dalla cattiva politica e dal malaffare ormai ampiamente diffuso nella classe dei governanti: giunti quasi ad 1 anno dall’inizio di questa iniziativa, siamo andati ad incontrare Gaetano Ferrieri per capire come si sta evolvendo la sua protesta e fino a che punto si spingerà. “La mia storia è risaputa, io non sono qui per un interesse mio o altro, ma semplicemente perché mi sono stancato della politica che è diventata una grande mangiatoia e della poca trasparenza che caratterizza l’intera classe politica. L’art. 50 della Costituzione mi consente di presentare petizioni e proposte di legge al Parlamento: cosa che ho deciso di fare dal giugno dello scorso anno anche se l’unica risposta che ho avuto è stata quella di mettere insieme 3 milioni di firme o di fondare un partito. Solo allora se ne potrà parlare.”
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Mercoledì 18 Maggio 2011 00:00 |
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Da diversi giorni a Roma si fa un gran parlare della grande quantità di rifiuti che invade le strade cittadine; ultimamente infatti la raccolta nella Capitale ha subìto una battuta d’arresto che ha provocato diversi problemi per i cittadini costretti a destreggiarsi tra cumuli di spazzatura che sorgono nei pressi degli appositi raccoglitori, colmi fino al tracollo. La situazione in realtà è più che nota e anche dalle pagine di questo giornale la avevamo trattata mesi fa (Roma nella morsa dei rifiuti) (Roma Capitale della spazzatura): da tempo infatti si parla di questa emergenza nella Capitale, e lo si fa spesso in maniera strumentale, brandendo il problema come un’arma da utilizzare in favore di o contro qualcuno a seconda della convenienza politica o come slogan elettorale.
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Lunedì 30 Gennaio 2012 11:32 |
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Piazza Vittorio periodicamente torna a far parlare di sé, come una ferita al cuore orgoglioso di quella Roma che non riesce ad accettare il passaggio di un'epoca. Il rione Esquilino, la nuova Chinatown capitolina, oggi è in mano al commercio cinese che ha soppiantato le botteghe storiche strozzate dalla crisi o dal caro affitti. Quelle che nessuno ha voluto salvare da un sistema cieco alle difficoltà degli esercizi commerciali indipendenti. Ma pur essendo solo una delle tante culture straniere presenti nella zona, la comunità cinese viene accusata più delle altre del decadimento e del degrado generale del quartiere. “In realtà io credo che questa sia la solita questione di stereotipi e recriminazioni superflue. Il degrado, infatti, è iniziato ben prima dell'arrivo degli stranieri. Io ho vissuto qui, in via Ugo Foscolo 17, per ben 21 anni. Sono andata via nel 1977: allora i cinesi non c'erano, ma il rione aveva già iniziato il suo lento declino. Fino ad arrivare ad oggi, così: abbandonato a se stesso perché mai nessuno ha fatto qualcosa di considerevole per la manutenzione o la salvaguardia di una zona che una volta era magnifica.
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Sabato 20 Agosto 2011 00:00 |
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La nostra inchiesta sulla situazione di povertà e miseria nei mercati rionali di Roma si arricchisce di un'ulteriore testimonianza; questa volta ci siamo recati nel quartiere di Montesacro, perferia est della Capitale, presso il mercato di Val Melaina, alla ricerca di un'ulteriore testimonianza di quanto avevamo precedentemente raccontato (Reportage dai mercati rionali: la nuova povertà /3). Anche in questo caso trovare conferme non è stato difficile, quello a cui abbiamo assistito nelle precedenti occasioni sembra essere un motivo piuttosto ricorrente, un fatto consueto anche se a raccontarlo desta sempre parecchio stupore. Appena giunti all'interno del mercato, che si trova dentro una struttura coperta nei pressi di una strada piuttosto popolare, è bastato fare un primo sopralluogo per trovarci subito di fronte al fatto; il protagonista, un signore di mezza età, italiano, senza troppe remore frugava tra gli scarti di verdura appena gettati dai banchi e, dopo una breve selezione, riempiva una busta appositamente portata con sè per poi allontanarsi.
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