| Presidio Permanente L'Aquila: lettera a Napolitano |
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| Venerdì 30 Luglio 2010 17:15 |
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Pubblichiamo una lettera rivola al Presidente della Repubblica Napolitano da parte dell' assemblea cittadina del 'Presidio Permanente di Piazza Duomo' a L'Aquila; la lettera fa seguito alle dichiarazioni del Premier Berlusconi nelle quali si dichiarava che è intenzione del Governo tornare ad occuparsi direttamente della ricostruzione nelle zone terremotate. " Caro Presidente, ci rivolgiamo a Lei, quale massimo garante dei valori costituzionali della nostra Repubblica, per parteciparLe la preoccupazione che ha destato in noi la dichiarazione del Presidente del Consiglio, resa nel corso della conferenza degli Ambasciatori d’Italia nel mondo, il giorno 28 luglio scorso. Abbiamo già sperimentato, Presidente, dieci mesi di gestione dell’emergenza, durante la quale sono state compiute scelte che incideranno in modo permanente sul futuro delle nostre comunità e dei nostri territori, senza che siano stati rispettati i nostri diritti di partecipazione e spesso neanche quelli civili e politici. Malgrado le perdite, le mille difficoltà dei molti ancora senza casa e, sempre di più, senza lavoro, abbiamo trovato la forza e il coraggio di prendere in mano il nostro destino. Un dibattito aperto e costante sul nostro futuro e di quello dei nostri figli coinvolge da mesi migliaia di cittadini, al di là delle appartenenze politiche, ognuno con le proprie idee, capacità ed esperienze. Le passate esperienze insegnano che, dopo un grave terremoto, il protagonismo delle comunità locali e delle loro rappresentanze istituzionali, è la condizione imprescindibile per la ricostruzione. Signor Presidente, abbiamo finalmente bisogno di certezze per poter affrontare i problemi di oggi e programmare un domani possibile. Per la ricostruzione sono necessarie delle risorse economiche ingenti che crediamo siano reperibili solo tramite una tassa di scopo, una misura che, ne siamo certi, troverà concordi tutti gli italiani che ci hanno dimostrato in questi mesi la loro solidarietà. Sicuri che quanto Le abbiamo esposto non La lascerà indifferente, La invitiamo a tornare a visitarci, affinché possa constatare di persona l’abbandono delle nostre città da un lato e, dall’altro, la dignità e la passione delle comunità dell’aquilano.
Con i sensi della più profonda stima. "
L’Aquila, 30 luglio 2010
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