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In data 21 Febbraio ci troviamo all'aeroporto di Milano Malpensa pronti ad imbarcarci sul volo Easyjet n. U2 0909 diretto a Roma Fiumicino, con partenza prevista per le 16.45 ed arrivo alle 18.00. Quando si ha a che fare con le compagnie aeree "low cost", occorre purtroppo tenere d'occhio con un pizzico di ansia i monitor riepilogativi dello stato dei voli, per verificare eventuali ritardi. E anche questa volta abbiamo dovuto prendere atto del ritardo del mio volo, la cui partenza era stata differita alle ore18.35, per un totale di un'ora e cinquanta minuti di ritardo. La cosa bizzarra quando si ha a che fare con certe compagnie aeree è che i ritardi, pur fastidiosamente frequenti, si attestano sempre al di sotto di una certa soglia, superata la quale la compagnia sarebbe costretta ad offrire assistenza ai passeggeri;
la carta dei diritti dei passeggeri (che solo i viaggiatori più smaliziati continuano a richiedere ai desks informativi dell'aeroporto) prevede infatti che in caso di ritardo la compagnia aerea debba offrire pasti e bevande in relazione alla durata dell’attesa, due chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax o e-mail, e perfino l'adeguata sistemazione in albergo ed il trasporto da e per l'aeroporto qualora siano necessari uno o più pernottamenti. Il diritto all'assistenza viene riconosciuto al passeggero in base alla tratta (intracomunitaria o internazionale) e alla distanza percorsa. Ebbene, nel caso di voli intracomunitari inferiori o pari a 1500 km, come per il volo Easyjet 0909 in questione, l'assistenza al passeggero è garantita qualora il ritardo sia di almeno due ore. Considerando che il volo sarebbe dovuto atterrare alle 18, ed è invece atterrato a Roma alle 20.05, il ritardo superiore alle due ore avrebbe dovuto garantire ai passeggeri l'assistenza prevista dalla Carta dei Diritti; tradotto in termini pratici, Easyjet avrebbe dovuto offrire un panino e una bevanda a circa 100 passeggeri, per una spesa di quasi 1.000 euro, centesimo più, centesimo meno. Tuttavia, alle ore 18,10 gli schermi del terminal aeroportuale segnalavano l'apertura delle procedure di imbarco per il volo in questione, inizialmente previste per le 16.15, per un totale di 1 ora e 55 minuti di ritardo. Ed effettivamente, avvicinandoci al gate di imbarco, abbiamo potuto verificare che gli operatori Easyjet stavano controllando biglietto e documento dei passeggeri, avviando le procedure; il tutto al di sotto delle due ore canoniche previste dalla Carta dei Diritti del passeggero per ottenere assistenza dalla compagnia aerea. Peraltro, dopo qualche minuto in fila notavamo qualche anomalia; gli operatori del vettore aereo stavano effettivamente avviando le procedure di imbarco, che tuttavia apparivano "fittizie". I passeggeri a cui venivano "strappati" i biglietti non guadagnavano nè l'accesso all'aeromobile nè tantomeno al bus di trasporto, bensì venivano semplicemente fatti accomodare al di là di una transenna mentre a poche centinaia di metri, al di là della vetrata, erano ben visibili a tutti le operazioni di pulizia dell'aeromobile ancora in atto. E difatti alle ore 18.35 tutti i passeggeri si trovavano ancora in terra, chi al di fuori della transenna e chi già al di là della medesima, ma pur sempre in terra. In conclusione, il volo in questione atterrava a Roma Fiumicino alle 20.05. In sostanza il dubbio ingenerato dalla bizzarra procedura seguita da Easyjet è il seguente: non è che l' "imbarco fittizio" ha la sola funzione di evitare l'offerta di assistenza ai passeggeri? Moltiplicando il costo dell'assistenza per i numerosi voli in ritardo, si otterrebbe una cifra su base annua di importo non del tutto trascurabile. O forse si è trattato solamente di un caso curioso?
Gianfabio Florio
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