Anziani più sani ma anche più poveri e soli
Venerdì 26 Novembre 2010 14:05

Se gli anziani, da un lato, risultano essere più attivi e sani rispetto al passato, dall’altro si sentono sempre più poveri e soli; è quanto emerge dal rapporto Censis-Repubblica salute presentato nell’ambito di un convegno dedicato proprio al mondo degli anziani.
Come detto, lo stile di vita degli anziani negli ultimi anni è cambiato in maniera consistente volgendo verso un miglioramento con sempre più tempo dedicato allo sport ed alla salute della mente; risulta aumentata anche l’attenzione dedicata alla qualità dei cibi e più in generale al tipo di alimentazione.  Il 23,2% segue una dieta, il 30,3% cerca di trascorrere brevi periodi di vacanza nel corso dell’anno oltre a quelli estivi.
Altra buona notizia è che negli ultimi anni è diminuita la quantità dei non auto-sufficienti ed è aumentato di conseguenza il numero di persone anziane che riescono ad essere autonome; ben l’85% afferma di essere in grado di fare tutto da solo a fronte di una cifra, nel 2002, del 76,6%.
Dal 2002 al 2010, inoltre, sono aumentati tutti i segmenti della Terza Età; gli ultrasessantenni sono aumentati del 12,7%, gli ultra sessantacinquenni del 14,6%, gli ultra novantenni dell'11,8%. Anche i centenari trovano posto in questa speciale classifica e risultano addirittura raddoppiati: da 6mila a 15mila. Da segnalare che anche le patologie fortemente invalidanti si manifestano in maggioranza dopo la soglia dei 70 anni, quindi con uno slittamento dell'età in avanti rispetto al passato.
Questi i lati positivi emersi dal rapporto che, tuttavia presenta anche fattori critici; prima di tutto, la situazione descritta fino ad ora risente di una variabile territoriale, vale a dire peggiora man mano che si scende verso il Sud del paese. Gli anziani che definiscono “insoddisfacente” o addirittura “pessimo” il proprio stato di salute sono il 16% circa al nord, il 22% al centro e il 30% nel Sud e Isole. Anche la percezione relativa al proprio stato segna fattori di criticità; circa il 60% degli intervistati, infatti, ritiene che la condizione degli anziani negli ultimi dieci anni sia rimasta inalterata mentre oltre il 24% sostiene che sia addirittura peggiorata. In sostanza, un anziano su quattro tra coloro che sono stati intervistati, rispetto al passato, si sente più solo ed inutile.
Analizzando a fondo i dati del rapporto Censis in riferimento a quest’ultimo dato, infatti, tre anziani su dieci ritengono di essere trattati male o con indifferenza oltre a denunciare difficoltà legate alla scarsa capacità di spesa; in sostanza, si sentono più poveri e più soli rispetto al passato.
Altro dato interessante emerso dallo studio del Censis è quello relativo al rapporto generazionale tra anziani e figli che, oggi, rappresenta uno dei fattori di principale preoccupazione per le persone anziane. Nel 2002 infatti solo il 3% si diceva preoccupato da questo tipo di rapporto, oggi il numero arriva al 17%; i dati si riferiscono chiaramente al bisogno di aiuto reciproco tra generazioni, con un aumento di coloro che aiutano i figli (il 48% degli over 65) e, contemporaneamente, una crescita di quelli che invece ( il 47%) sono costretti a chiedere sostegno a figli e parenti.
Ultimo capitolo, per le preoccupazioni più diffuse per il futuro; quelle relative alle relazioni con i figli, come detto, aumentano dal 3% al 17% con un salto secondo solo alla paura della morte e superiore a quella di perdere una persona cara. Significativa la riduzione di coloro che ammettono di essere preoccupati per il sopraggiungere di una malattia invalidante; si registra una diminuzione del 17,7% rispetto al 2002, segno che gli anziani percepiscono in maniera positiva il progresso scientifico e l'evolversi delle cure sanitarie.

 

                                                                                                                                                                                            Marco Impellizzari



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