Ambiente: allarme per le grandi città italiane
Martedì 19 Ottobre 2010 15:29

Scatta nuovamente l’allarme ambientale per le grandi città italiane con più di mezzo milione di abitanti che, con l'unica esclusione di Torino, vedono peggiorare la propria situazione; è quanto emerge dalla diciassettesima edizione di Ecosistema Urbano, vale a dire il rapporto annuale di Legambiente, Ambiente Italia e Sole 24 Ore che fotografa la situazione ambientale nelle città italiane.
In testa alla classifica dei comuni virtuosi troviamo Belluno, Verbania e Parma, in coda Catania, Crotone e Palermo con Milano che segna un peggioramento in tutti i parametri di qualità dell’aria, Roma che paga soprattutto gli effetti dannosi della sua mobilità scriteriata che la vede invasa dalle auto, e Napoli e Palermo penalizzate dai cumuli di spazzatura che invadono le strade.Questi i principali risultati del rapporto che è stato presentato nella giornata di lunedì 18 Ottobre 2010 a Firenze, nel corso di un convegno che ha visto partecipare tra gli altri il sindaco di Firenze Matteo Renzi, i suoi colleghi Flavio Tosi e Michele Emiliano rispettivamente primi cittadini di Verona e Bari, il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, Roberto Della Seta, della commissione Ambiente del Senato.
Le grandi città,come detto, sono in caduta libera in questa speciale classifica rispetto a quella dell’anno precedente; Genova perde 10 posizioni (occupa il posto 32), Milano ben 17 (posizione 63), Roma passa dal posto 62 dello scorso anno al 75 attuale; giù anche Napoli (da 89 a 96) e Palermo (da 90 a 101). Resiste solo Torino che anzi sale dalla posizione 77 dello scorso anno a quella 74 attuale.
I movimenti più significativi vengono realizzati da Oristano (dalla posizione 74 alla 22), Avellino (dalla 80 alla 29), Sondrio (dalla 73 alla 35) e Isernia (52 dalla 95);
in negativo segnaliamo Campobasso (dalla 39 alla 70), Cagliari e Macerata (perdono entrambe 19 posizioni), Pavia (dalla posizione 20 alla 34), Milano (dalla 46 alla 63), Lecco e Rieti che con una differenza rispettivamente di – 49 e – 46 rappresentano i comuni che hanno avuto il più alto declassamento di posizioni rispetto all’anno precedente.
Tra gli indicatori utilizzati da Ecosistema Urbano per stilare il rapporto si è tenuto contro, tra gli altri, dei seguenti parametri: Acqua potabile, Perdite rete idrica, Capacità di depurazione, Produzione di rifiuti,Raccolta differenziata, Trasporto pubblico, Tasso di motorizzazione, Isole pedonali, Zone a traffico limitato, Piste ciclabili, Verde urbano, Consumi di carburanti, Consumi elettrici domestici, Politiche energetiche, il Pm 10 (particelle microscopiche presenti nell’atmosfera).

 

                                                                                                                                                                                                            La Redazione



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