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Presto saranno pubblicati nuovi ricettari che elencheranno i migliori modi per cucinarli. Potrete invitare i vostri amici a cena e renderli felici con un'originalissima zuppa a base di insetti. Avete capito bene: stiamo parlando di tutti quei cosetti con le ali e senza, corposi o quasi trasparenti, con cui l'umanità ha convissuto per millenni e che alcune comunità dai tempi più remoti utilizzano anche come cibo. Sapeste le proteine preziose che contengono! E quanto sia facile allevarli senza recare gravissimi danni alla flora e alla fauna di moltissimi territori. Gli insetti, dunque, salveranno il mondo dalla catastrofe ambientale provocata dallo sfruttamento intensivo delle sue campagne e foreste. E'la Fao, organizzazione che da sempre si batte contro la fame nel mondo, a prendere seriamente in considerazione la possibilità di allevare questi piccoli animali per trasformarli in cibo saporito e nutriente: potrebbe essere la chiave di volta per risolvere, finalmente, i bisogni di cibo di una popolazione mondiale in continua crescita. Attraverso una ricerca estremamente approfondita, apparsa sulla stampa inglese, un gruppo di studiosi ha dimostrato come l'allevamento di bestiame occupi i due terzi dei terreni agricoli mondiali e generi il 20% di tutti i gas serra del pianeta. "C'é una crisi della carne - ha detto Arnold Van Huis, entomologista all'università di Wageningen in Belgio e autore del paper delle nazioni unite - che si aggraverà nei prossimi decenni quando la popolazione mondiale crescerà da 6 a 9 miliardi. Già constatiamo che il consumo di carne è aumentato vertiginosamente: 20 anni fa la media era 20 kg ora è di 50 e sarà 80 nei prossimi 2 anni. Continuando in questo modo, avremo presto bisogno di un altro pianeta". Invece praticare una buona dieta a base di insetti porterà ad indubbi vantaggi, inclusi, oltre alle proteine, anche le vitamine ed i minerali di cui sono ricchi. Per di più, come afferma sempre Van Huis, allevare insetti produce molti meno gas serra rispetto al bestiame: la produzione di locuste, grilli e vermi, infatti, emetterebbe 10 volte meno metano rispetto al bestiame ed anche 300 volte meno di protossido di azoto e molta meno ammoniaca. L'idea di cui parliamo è supportata da molti dati scientifici: ultimamente e' stata addirittura discussa al congresso della Royal Entomological Society inglese. Molti ne sono entusiasti, data le possibilità, anche, di scelta tra le 1700 specie di insetti commestibili attualmente esistenti sulla Terra. Certo, non è facile, così, di punto in bianco, far accettare questa novità originale a moltissimi, malgrado i molteplici vantaggi che offre. Soprattutto ricordando ciò che amava affermare Feuerbach: "L'uomo è ciò che mangia" ( Der Mensch ist,was er isst ).
Dino Bigi
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