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Ecco un'altra notizia di interesse generale per i cittadini italiani, non corrispondente ai requisiti richiesti dal Tg1 diretto da Augusto Minzolini, per entrare a pieno titolo tra le notizie del giornale. Il fenomeno del furto d'identità è in aumento in tutto il territorio nazionale dove, molti loschi individui, pur di raggranellare soldi, non si preoccupano affatto dei risvolti dei loro comportamenti truffaldini sugli ignari cittadini. E' di poche ore fa la comunicazione dell'Osservatorio del CRIF inerente l'incremento di tali truffe. Secondo la comunicazione, i più colpiti sono gli uomini, di età inferiore ai quarant'anni, soprattutto liberi professionisti. A loro danno, nel 2009, sono state perpetrate frodi creditizie, mediante furto di identità, per un importo complessivo superiore ai 177 milioni di euro, con un incremento di +22% rispetto al 2008. Crediti finanziari, beni durevoli, articoli e merci di vario tipo, sono stati acquisiti utilizzando dati anagrafici e recapiti di vario genere di persone completamente all'oscuro di quanto stava avvenendo a loro nome. Quest'anno si è giunti alla terza edizione dellOsservatorio CRIF sulle frodi creditizie, che, ricordiamo per i nostri lettori, si propone di offrire, sulla base di analisi e dati statistici esclusivi, una inedita fotografia del fenomeno delle frodi e dei furti di identità, delle sue dimensioni nel nostro Paese e delle sue peculiarità, al fine di agevolarne una maggiore comprensione, funzionale anche ad una più efficace prevenzione.
Per quanto riguarda la ripartizione delle frodi per regione, l'Osservatorio CRIF registra una maggiore incidenza del fenomeno in Campania, Sicilia, Lombardia e Lazio, seguite da Puglia e Piemonte. Si tratta delle stesse regioni che anche nel 2008 occupavano i primi posti di questa poco invidiabile classifica, ad eccezione della Sicilia, il cui peso nellultimo anno è quasi raddoppiato rispetto allanno precedente. Detto ciò, invitiamo tutti a prestare estrema attenzione al fenomeno, per evitare di risultare protestati, o pieni di debiti, a propria insaputa.
Carlo Lecciso
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