|
Il nostro ministro della Cultura, Sandro Bondi, si diletta a scrivere poesie, proprio come fanno tante persone comuni nel nostro Paese. Ne abbiamo letto qualcuna tratta dalla rubrica "Versi diversi" del settimanale Vanity Fair, per poter comprendere bene il complesso personaggio che ci ritroviamo in una delle posizioni governative più strategiche del nostro Paese e la sua vena da poeta. Ecco la prima:
Ad una misteriosa commessa della Camera
" Dolente fulgore Mite regina Misteriosa malia Polvere di stelle "
Dopo averla letta con attenzione, ci è venuto in mente Henri Michaux che nella sua opera "Misèrable miracle" ha scritto: "Il vero poeta crea, poi comprende.... qualche volta". Siccome il ministro Bondi è vero poeta, diamo a lui e a noi il tempo per comprendere, perchè così, d'acchito, sembrano messaggi promozionali per una crema di bellezza. Andiamo ad un'altra:
A Michela Vittoria Brambilla (alias Crudelia Salmon)
" Ignara bellezza Rubata sensualità Fiore reclinato Peccato d’amore "
Qui dobbiamo ricorrere per forza a Giovambattista Vico, che ne "La scienza nuova", ha affermato che "Il più sublime lavoro della poesia è alle cose insensate dare senso e passione". Quel fiore reclinato poi.... sembra una posizione da kamasutra che non fa figurare molto un ministro della cultura. Vediamone una terza:
A Stefania Prestigiacomo
" Luna indifferente Materna sensualità Velo trasparente Severo abbandono "
Ezra Pound nella "Lettera a Harriet Monroe" dice: "La poesia dev'essere scritta bene non meno della prosa". Quel velo trasparente seguito dal severo abbandono descritto dal ministro e poeta Bondi ricorda troppo una donna di cui oltre alle intere cosce si vedono anche le mutande. Vediamone ancora una:
Ad Anna Finocchiaro
" Nero sublime Lento abbandono Violento rosso Fugace ironia Bianco madreperla Intrepido mistero "
Quel nero sublime in contrasto col bianco madreperla è proprio una chicca: siamo d'accordo anche sull'intrepido mistero che Bondi propone. Abbiamo scoperto qualcosa di buono in queste strofe, leggendo l'opera "Sui caratteri delle tragedie" di Saint- Evremond. In essa si dice: "La poesia richiede un genio particolare, che non va troppo d'accordo col buon senso. Ora è il linguaggio degli dei, ora quello dei pazzi, raramente quello di un onest'uomo". Andiamo avanti:
Per le nozze di Elio Vito
" Fra le tue braccia magico silenzio Fra le tue braccia intenerito ardore Fra le tue braccia campo di girasoli Fra le tue braccia sole dell’allegria "
Qui ha proprio ragione Alfred de Vigny che nell'opera "Chatterton" scrive: "La poesia è una malattia del cervello". Ancora una:
A Giuliano Ferrara
" Antro d’amore Rombo di luce Parole del sottosuolo Fiume di lava Ancora di salvezza "
Abbiamo letto bene. Ecco perchè W.B. Yeats, ne "La maledizione di Adamo" ha scritto: "Meglio lavare un pavimento di cucina, o spaccar pietre / come un vecchio miserabile, esposto a tutte le intemperie, / poichè armonizzare dolci suoni / è lavoro più duro di tutti questi." Resistiamo ancora per un'altra:
A Walter Veltroni
" Tenero padre madre dei miei sogni Anima ulcerata. Figlio mio Ritrovato "
Qui, per usare il buon senso, preferiamo non commentare.
Gigi Trilemma
Condividi questo articolo sul tuo Social Network:
|