La Vera Cronaca - Approfondimenti


Legge intercettazioni: cos'è e quali novità introduce
Lunedì 03 Ottobre 2011 13:55

Riprenderà nelle prossime ore alla Camera il dibattito sulla legge intercettazioni il cui testo presentato dall’attuale governo è fermo da un anno, vale a dire dal 10 giugno 2010 quando fu approvato dal Senato; ricordiamo che l’ Assemblea della Camera ha iniziato nel luglio del 2010 l'esame del disegno di legge in materia di intercettazioni, già approvato dalla Camera stessa e successivamente modificato dal Senato.
Questi tempi così lunghi sarebbero dovuti, secondo alcuni, ad una mancanza di chiarezza da parte della maggioranza stessa su quale versione della legge proporre, quali  emendamenti inserire e soprattutto su come trovare il giusto compromesso; nel frattempo sono diversi a protestare (molte associazioni sono scese nelle strade) per quella che è stata definita come una potenziale legge bavaglio.
Al riguardo, girano in queste ore diversi nomi o versioni differenti del medesimo provvedimento che spesso si ricalcano o si discostano tra di loro per alcune peculiarità: procediamo con ordine.

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Tasse in Italia: ecco le più strane e le più antiche
Mercoledì 17 Agosto 2011 16:38

“Tasse, manovra, soldi, politici”. Sono le parole chiave di molte chiacchierate a cui potreste assistere in pizzeria, sotto l’ombrellone, sul treno. Eh sì perché quest’estate è contrassegnata dalla pesante crisi economica non solo sui giornali o sui siti web specializzati, ma anche nei luoghi culto dell’estate.
Le tasche e i portafogli degli italiani saranno intaccati sensibilmente con l’approvazione della manovra economica che comporta, tra le altre misure, i tagli agli Enti locali, il contributo di solidarietà, ergo nuove tasse. E quelle che già esistono? Continueranno ad essere pagate. Non solo, ci sono tasse che gli italiani continuano a pagare dal 1935 e che non sono mai state eliminate. Una su tutte, la tassa sulla benzina.

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Agcom e diritti d'autore: una censura alla rete?
Lunedì 04 Luglio 2011 17:49

Una delibera piuttosto contestata e discussa e che sta dando il via ad una serie di proteste quella che l’Agcom, l'Autorità indipendente per le Garanzie nelle Comunicazioni, si appresta ad approvare il prossimo 6 luglio; la materia in questione è piuttosto delicata in tempi di multimedialità, ovvero la difesa del copyright in internet. 
Per alcuni si tratterebbe di una vera e propria censura alla rete, ad oggi più che mai espressione di libertà e scambio partecipativo, poiché, facendo una estrema sintesi, questa delibera se approvata come si presenta ora consentirebbe di bloccare o ancor di più di cancellare i siti internet sospettati di violare i diritti d’autore.
Se infatti il legittimo titolare dei diritti di un contenuto audiovisivo dovesse riscontrare una violazione di copyright su un qualunque sito potrebbe chiederne la rimozione al gestore che, in caso di fondatezza della richiesta, avrebbe 48 ore di tempo dalla ricezione per provvedere. In caso di mancato adempimento da parte del sito ‘trasgressore’ entro le suddette 48 ore, l’Agcom potrebbe procedere immediatamente con un contraddittorio della durata di 5 giorni: se anche in questo caso i contenuti non dovessero esser rimossi, l’Agcom stessa potrebbe chiudere o bloccare il sito.

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Abolizione delle Province: la politica della demagogia
Mercoledì 06 Luglio 2011 18:01

Nella giornata di martedì 5 luglio, la Camera ha bocciato, come molti avevano previsto, la proposta di abolizione delle Province che era stata presentata dall’Idv; l’aula ha infatti bocciato l’esame della proposta di legge costituzionale concernente modifiche agli articoli 114, 117, 118, 119, 120, 132 e 133 della Costituzione in materia di soppressione delle Province con 225 voti contrari, 240 astenuti e solo 83 favorevoli.
Tracciando un quadro generale, si è espressa contro il provvedimento la maggioranza; favorevoli invece, oltre all’Idv promotori della proposta, anche il Terzo Polo mentre il Pd si è astenuto come aveva preannunciato prima del voto Dario Franceschini. 
In estrema sintesi, neanche questa volta saranno abolite le tanto discusse Province, croce e delizia (nonchè bandiera da sventolare all’occorrenza in sede di campagna elettorale) della politica italiana. Quando c’è da tagliare i costi della politica stessa, infatti, spesso si pensa all’abolizione delle Province, ritenute per alcuni superflue e le cui competenze potrebbero esser, per altri, assorbite e divise tra altri enti locali.

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Il sistema elettorale italiano: cos'è il Porcellum
Venerdì 24 Giugno 2011 16:20

Da molto tempo nel nostro paese, intorno alla legge elettorale per scegliere i parlamentari si è acceso un profondo dibattito che vede, come consuetudine italiana, una netta spaccatura tra contrari e favorevoli; sull’onda lunga del successo referendario del 12 e 13 giugno è partita negli scorsi giorni una nuova campagna referendaria con l’obiettivo di modificare proprio il sistema elettorale che, come molti sanno, porta il bizzarro nome di porcellum.
L’obiettivo dichiarato è il raggiungimento delle 500 mila firme entro la fine di settembre così da poter presentare il il referendum alla Corte di Cassazione.  Ma cos’è esattamente il porcellum e come funziona? Cerchiamo di fare chiarezza partendo proprio dal nome, la cui paternità è da attribuirsi a Giovanni Sartori, politologo italiano di chiara fama anche a livello internazionale, che prese spunto dall’autore stesso della legge n. 270 del 21 dicembre 2005 recante misure per modificare il sistema di elezione alla Camera ed al Senato: l’autore della legge era il leghista Roberto Calderoli (in veste di ministro delle riforme) il quale non esitò a definire il provvedimento stesso come «una porcata» (da cui derivò porcellum). 

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