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Lunedì, 03 Dicembre 2012 10:17

Immigrazione irregolare e scambio informativo con la Polizia

Immigrazione La legge 94/2009 “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica” è un’ intesa tra Dipartimento della Pubblica Sicurezza e Corpo Generale delle Capitanerie di Porto che prevede l’introduzione del contributo integrativo ai fini della richiesta di rilascio e rinnovo dei permessi e delle carte di soggiorno, promosso dal Ministero dell’Interno. Per i cittadini comunitari intenzionati a trasferirsi stabilmente in Italia, ovviamente, è necessaria un’iscrizione di residenza anagrafica.
Il primo significato di questo protocollo ha un valore legato alla diminuzione sostanziale della criminalità organizzata che si dedica al traffico di esseri umani, (Italia: manca un piano nazionale contro la tratta di umani) soprattutto indirizzato allo sfruttamento sessuale. Un passo avanti, quindi, sia da un punto di vista etico che da un punto di vista prettamente civico.
Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza e il Corpo Generale delle Capitanerie di Porto hanno trovato un accordo che si propone di performare lo scambio informativo e migliorare i controlli in termini di sicurezza.
Valorizzare le reti e i canali di comunicazione -oltre a migliorare le strutture fisiche che permettano ‘materialmente’ l’immigrazione -significa avvalersi dei mezzi a disposizione per creare un sistema maggiormente sicuro e concretamente più funzionale in materia pubblica, ma anche, non secondario, in termini umanitari.

 

Alimentare il flusso informativo:

Il sostegno e l'assistenza, l'informazione e la cooperazione internazionale, sono fondamentali nella gestione di questo fenomeno, che vede protagoniste persone che hanno a che fare con un impatto territoriale differente da numerosi punti di vista. L’accoglienza e la gestione di queste persone sono legate indissolubilmente all’articolo 18-20 (quinta parte) testo unico sull’immigrazione; Decreto Legislativo 25 luglio 1998, n.286: disposizioni sull’ingresso, il soggiorno e l’allontanamento dal territorio dello Stato.
Le disposizioni di carattere umanitario prevedono all’Articolo 18 - Soggiorno per motivi di protezione sociale, all’Articolo 19 - Divieti di espulsione e di respingimento e all’Articolo 20 - Misure straordinarie di accoglienza per eventi eccezionali. Il criterio legislativo si può ricondurre a questi articoli, parte integrante della Gazzetta ufficiale, ma su un fronte investigativo è necessario ricostruire attraverso testimonianze dirette.
Il primo aspetto sul quale si è effettuato un maggiore controllo in termini di sicurezza è stato quello sui viaggi aerei, strutturati e organizzati su rotte diversificate, poco battute e rotte ‘civetta’ che distogliessero l’attenzione dalle rotte principali della tratta. Si tratta di viaggi spesso lunghi ed estenuanti, fatti anche di lunghi percorsi a piedi o in mare e transiti di mesi interi per poi finire in Italia al servizio dei clan, spesso in condizioni di vita e lavoro non all’altezza delle aspettative e spesso del tutto inconsapevolmente.
Le azioni di ‘disturbo’ al fenomeno devono essere condotte in maniera congiunta nel corso di operazioni di polizia, in sede di procedure penali e nel corso di interventi assistenziali dei servizi sociali. Come accennato ripetutamente, l’esigenza è quella di alimentare costantemente il flusso informativo, come hanno sottolineato giustamente il Prefetto Rodolfo Ronconi (Direttore Centrale Immigrazione e Polizia di Frontiere) e l’Ammiraglio Ispettore Capo Pierluigi Cacioppo, Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto.

 

Contrastare l'immigrazione irregolare e integrare i regolari:

Prosegue, quindi, in piena attività il Centro Nazionale di Coordinamento per l’Immigrazione Roberto Iavarone (agente ausiliario caduto nell’adempimento del dovere il 18 settembre 1984 nel corso di un’operazione di servizio, quando venne accoltellato da un cittadino di origine slava che minacciava i passeggeri in transito all’aeroporto) fortemente voluto dall’Unione Europea proprio  perché «Contrastare il fenomeno dell’immigrazione - affermò il Ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri - è un dovere di civiltà» che non va assolutamente preso alla leggera.
Una struttura nata a fine 2006 su ‘invito’ del Consiglio europeo e del Consiglio di giustizia e affari interni del 2010 dove si auspicava sorveglianza delle frontiere marittime meridionali.
Contrastare l’immigrazione irregolare, ovviamente, deve andare di pari passo con l’integrazione degli immigrati regolari; diceva il Che: «Non è importante dove si nasce o si muore, ma dove si lotta», specialmente in un concetto di mondo sempre più globalizzato. Al di là dei soliti proclami, quindi, ma cercando di portare avanti un protocollo che vada nella direzione di un impegno concreto e di un cambiamento che non si faccia attendere ulteriormente.
Ormai i confini del mondo sono sempre più relativi ed è per questo motivo che è importante comprendere, interpretare e agire nella giusta direzione. In conclusione, un famoso detto giapponese che recita più o meno così: «Un uomo è colui che è nella stanza in cui si trova».
Questo dovrebbe far riflettere ancora di più: garantire la vita e la speranza alle persone dev’essere il motto e la spinta per un mondo migliore, dove ognuno possa essere se stesso nel luogo in cui si trova.

La Vera Cronaca

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