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Lunedì, 20 Dicembre 2010 13:54

Italia: aumenta la distanza tra ricchi e poveri

Italia e disuguaglianzaItalia sempre più culla di disuguaglianza con evidenti contrasti sociali ed una ricchezza globale detenuta sempre più da un numero minore di persone; per la precisione soltanto il 10% dei nuclei familiari che, alla fine del 2008, aveva il 45% della ricchezza complessiva mentre la metà più povera delle famiglie ne possedeva il 10%.
È uno dei molti dati emersi dal rapporto "La Ricchezza delle famiglie italiane" elaborato da Bankitalia dal quale si evince come questa forbice sociale si stia sempre più allargando, inclinazione che il nostro giornale aveva osservato già in passato ( Italia, culla di disuguaglianza ).    
La tendenza è riscontrabile a livello globale dove l'Italia, è bene sottolinearlo, registra un livello di disuguaglianza della ricchezza netta tra le famiglie piuttosto contenuto rispetto agli altri paesi ma pur sempre presente; tuttavia la deriva intrapresa oramai da tempo sembra essere chiara ed evidente e spinge sempre più verso un allargamento del gap tra chi detiene la ricchezza e chi ne è escluso.

 

Differenze economiche in Italia:

In termini generici, si evince dal rapporto di Bankitalia, le famiglie italiane sono tra le più ricche del mondo e, sicuramente, tra le meno indebitate come certificano i dati: alla fine del 2008 infatti, l'ammontare dei debiti delle famiglie era pari al 78% del reddito mentre, ad esempio, in Germania ed in Francia era pari a circa del 100%, negli Stati Uniti e in Giappone arrivava al 130%. Tra l’altro i debiti delle famiglie italiane risultano legati all’acquisto di beni durevoli, in primis l’abitazione; il 41% dei debiti è rappresentato infatti da mutui per l'acquisto della casa.
In riferimento a quest’ultimo dato, la maggior voce di ricchezza per le famiglie italiane è data proprio dall’abitazione: il mattone è visto ancora come la forma migliore di investimento e rappresenta, con un valore pari a 4.667,4 miliardi, poco più della metà del valore complessivo della ricchezza che è riscontrabile nella cifra di 9.088,9 miliardi.
A questa tendenza si contrappone una vera e propria fuga dai titoli di stato, ritenuti evidentemente un investimento meno affidabile e meno redditizio soprattutto in concomitanza con la crisi globale degli ultimi anni che ha influito decisamente sul mondo della finanza; nel 2009, a causa anche dei bassi tassi di interesse, la fuga dai titoli è aumentata ed ha spinto gli italiani ad orientarsi verso forme di investimento più liquide come depositi bancari e risparmio postale, cresciuti rispettivamente di 1,4 e 0,3 punti percentuali.
Rispetto al 2008 è riscontrabile una riduzione della quota di ricchezza detenuta in titoli pubblici italiani di oltre 2 punti percentuali mentre è aumentata quella detenuta in azioni e partecipazioni con una netta preferenza per titoli esteri.

 

Famiglie italiane votate al risparmio:

In sostanza, quello che emerga dal rapporto "La Ricchezza delle famiglie italiane" è soprattutto un dato oramai consolidato da tempo; se il nostro paese resta a galla, lo deve soprattutto al comportamento virtuoso delle  famiglie orientate per inclinazione al risparmio ed a forme di investimento ritenute più sicure.
Per quanto riguarda l'altra grande tendenza emersa, vale a dire la disuguaglianza che prende sempre più piede, questa è riscontrabile da un' attenta analisi della società e dimostra ancora una volta la veridicità di una legge antica quanto il mondo; chi è ricco tende a diventarlo sempre di più mentre per chi è povero, come ovvio, vale il discorso opposto.

La Vera Cronaca

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