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Giovedì, 28 Ottobre 2010 11:01

Università Sassari: docenti con contratti da 1 euro

Università SassariChe in Italia il mondo dell’università e della cultura sia alle prese con una delle fasi più buie che la storia recente ricordi è ormai assodato: l’opinione pubblica, giunti a questo punto, è infatti pienamente consapevole di come i tagli alle risorse nei settori dell’istruzione avranno pesanti ricadute sullo sviluppo economico e culturale dell’intera nazione.
La rassegnazione e l’indignazione sembrano però essere molto lontane dall’esaurirsi, come conferma lo stupore per i numerosi docenti universitari attualmente assunti con contratti, inverosimilmente, pari a un euro. Sembra uno scherzo, ma non lo è.
Nelle ultime ore il rettore dell'Università di Sassari, Attilio Mastino, è intervenuto con una nota stampa in cui ha dichiarato: “un bando di insegnamento del nostro Ateneo, pubblicizzato per Internet, come prescrive la legge, ha suscitato polemiche e stupore per il fatto che il compenso stabilito era di un euro lordo.
Purtroppo non è un evento unico: da anni avviene così in molti atenei italiani, tanto che un decreto ministeriale ha regolamentato questa prassi da considerarsi sbagliata, perché il lavoro svolto va retribuito. Da anni affermiamo che i tagli alle risorse finiranno per distruggere l'università pubblica. Mentre altri paesi hanno aumentato gli investimenti nella ricerca e nell'alta formazione, in Italia è stata battuta una strada diametralmente opposta.
L'Università è stata sottoposta negli ultimi dieci anni a un autentico massacro: non possono essere sostituiti i docenti che vanno in pensione e, in alcuni casi, neppure si possono chiamare in servizio i docenti che hanno vinto un concorso nazionale”.

 

 

 

Università italiane: cercasi docenti che lavorino gratis

Negli atenei italiani attualmente si ricercano docenti disposti a lavorare gratis per la sopravvivenza dei corsi per i quali non esistono più fondi o, in alternativa, professori che accettano di ricevere uno stipendio complessivo pari a un euro (lordo) per l’insegnamento delle loro materie. Si tratta di una situazione a tutti gli effetti surreale e, anche se i contratti gratuiti sono sempre esistiti, il problema sembra destinato ad esplodere a breve, se consideriamo soprattutto la protesta e lo sciopero dei ricercatori.
Non ci sono soldi per le supplenze, la posizione dei docenti è precaria o non pagata, il lavoro a costo zero dei professori sta diventando vero e proprio volontariato e il compenso di un euro lordo per i contratti di insegnamento è puramente una quota simbolica: è questa la resistenza dell’università italiana nonchè il senso del comunicato diramato da Mastino.
Chiudere corsi di laurea in determinate città significherebbe, infatti, obbligare gli studenti a trasferirsi altrove o, per coloro che non possono farlo, rinunciare a studiare.

 

I ricercatori senza stipendio:

“Si renda onore, almeno, a questa schiera di professionisti che consente all'istituzione, al territorio, ai nostri studenti, di riuscire a fruire di corsi di laurea che altrimenti sarebbero costretti a chiudere, con conseguenze devastanti. Un esempio solo: i corsi di studio in Servizio sociale, nelle lauree triennali e magistrali, in Sardegna sono rimasti attivi solo a Sassari, anche grazie ai tanti e meritevoli esperti del settore che cooperano a tenerlo attivo, assicurando quel collegamento fondamentale tra mondo delle professioni e sede formativa”, ha continuato il rettore.
Se tali corsi venissero chiusi, ad esempio, non si potrebbero creare assistenti sociali sul territorio, in quelle sedi dove ce n’è un bisogno estremo. A tutto questo si aggiunge la protesta dei ricercatori italiani, in “sciopero” per essere costretti a lavorare spesso gratis, svolgendo ruoli che non con la ricerca non hanno alcuna attinenza, come presiedere esami o sostenere lezioni.
Il rispetto dell’insegnamento e dell’apprendimento costituisce da sempre la base per lo sviluppo del pensiero critico, di quei valori e di quell’equilibrio solido che solo l’educazione permette di raggiungere:non può che essere doloroso, quindi, osservare il nostro intero sistema universitario arrancare insopportabilmente nell’incertezza.

Martina Lacerenza

Nata a Roma nel 1984. Laureata in Lettere. Blogger e collaboratrice giornalistica

Sito web: cronachebastarde.wordpress.com