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Sabato, 24 Dicembre 2016 18:00

Monte Paschi di Siena: chi paga il conto

Alla fine è andata come in molti prevedevano; dopo il fallimento dell’aumento di capitale sul mercato il Governo ha varato il decreto che prevede l’intervento pubblico per salvare il Monte dei Paschi di Siena.
Provvedimento noto come decreto ‘salvarisparmio’ dato che si andrà a tutelare, così si è detto, i risparmiatori. È stato quindi creato un fondo ad hoc di 20 miliardi di euro per salvare banche in difficoltà: la prima sarà proprio Mps e il ministero del Tesoro diventerà primo azionista del Monte dei Paschi di Siena.
Una crisi partita pochi mesi quella dell’istituto bancario più antico in attività; per la precisione da luglio 2016 quando Mps non ha superato gli stress test della Bce.
Da allora tante proposte e soluzioni messe sul tavolo; alla fine a vincere è stata quella dell’intervento dello Stato per preservare Monte dei Paschi di Siena.

 

Cosa prevede il decreto salva Mps:

Il decreto è stato presentato dal ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan il quale ha precisato che si andrà a tutelare gli obbligazionisti subordinati assegnando loro prima azioni e poi obbligazioni ordinarie.
In pratica sarà la stessa banca a mettere in moto un meccanismo tramite il quale scambierà in un primo momento le obbligazioni in azioni; e in obbligazioni ordinarie poi.
Cosa significa questo? Che i risparmiatori si ritroveranno con circa 2 miliardi di obbligazioni subordinate che saranno convertite in azioni. Il tutto avverrà non a costo zero, ma a fronte di una perdita che viene imposta dal cosiddetto ‘burden sharing’, direttiva Ue sull’intervento statale.

Burden sharing e Bail-in:

Il burden sharing è una condivisione degli oneri da attuare in caso di dissesto di un istituto bancario; prima dell’intervento statale, deve essere applicato un meccanismo di riduzione del valore nominale delle azioni e delle obbligazioni subordinate.
Un iter alternativo al bail-in, che si riscontra quando una banca non riesce a salvarsi da sé e lo fa tramite intervento di azionisti ed obbligazionisti. E il decreto per salvare Mps sarebbe stato preso, secondo quanto dichiarato nelle ultime settimane, proprio per evitare di ricorrere al bail-in.

 

Cosa accade ai consumatori:

Quindi gli investitori privati del Mps si ritroveranno ora con obbligazioni subordinate da convertire in azioni con relativa perdita imposta dal burden sharing dell’Ue.
Il Governo intende compensare queste perdite andando a scambiare le azioni con obbligazioni ordinarie di valore pari a quello delle subordinate. Sarà il Tesoro stesso a riacquistare le azioni.
Un giro piuttosto articolato quindi; l’Ue impone, in questi casi, di convertire le obbligazioni di investitori privati in azioni, con una relativa perdita, per contribuire al salvataggio della banca.
Lo Stato allora interviene andando in prima persona a riacquistare queste azioni convertite e offrendo in cambio, agli investitori, obbligazioni ordinarie di valore pari a quello delle subordinate.
In questo modo, si è detto, i risparmiatori dovrebbero avere salva la loro quota di investimento; mentre per gli investitori istituzionali è prevista una perdita poiché la riconversione garantirà loro il 75% del valore nominale.

 

Le clausole dell’Unione Europea:

Rientra tutto nelle indicazioni partite da Bruxelles quindi; che autorizza il salvataggio di Stato, perchè di questo si tratta anche se qualcuno prova a smentire, ma con alcuni paletti. Per la precisione l’Ue impone:

  • Il burden sharing di cui sopra; quindi partecipazione (senza subire perdite) anche di azionisti e obbligazionisti subordinati al salvataggio della banca;

  • Presentazione da parte del Governo di un piano di salvataggio credibile del Monte Paschi che vada mettere in piena sicurezza l’istituto onde evitare futuri interventi di questo tipo;

  • Assicurazione da parte dello Stato italiano sul fatto che questo salvataggio con pubblico intervento non venga utilizzato da Mps per fare concorrenza sleale alle altre banche.

La nazionalizzazione dell’istituto di Siena dovrà infatti essere temporanea; non appena sarà risanato si dovrà procedere con la dismissione e la vendita ai privati.

Chi paga il salvataggio?

Una parcella da 20 miliardi che, come detto, non riguarda solo Monte Paschi di Siena; il provvedimento sotto forma di decreto si riferisce ad un aumento fino a 20 miliardi del debito pubblico per salvaguardare la stabilità del sistema bancario italiano. Quindi anche altre banche in crisi.
A questo fondo il Governo potrà attingere anche per nuovi interventi sul capitale e sulla liquidità di altri istituti bancari. Per quanto riguarda Mps la cifra stanziata per il salvataggio dovrebbe essere di circa 7 miliardi di euro per finanziare la quale occorre, quindi, emissione di nuovo debito.
Il provvedimento è stato votato e approvato in Senato con 221 si, 60 no e 3 astenuti; hanno votato contro solo il Movimento 5 Stelle, Lega Nord e Sinistra Italiana.

Matteo Vespasiani

Giornalista scomodo - "L'unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede..."

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