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Martedì, 09 Marzo 2010 11:10

A sostegno di tv e radio locali

tv localiIn una delle lettere scritte in prigione nel 1963 da Martin Luther King si ribadisce che "l 'ingiustizia in qualsiasi luogo è una minaccia alla giustizia dovunque".
Il decreto milleproroghe licenziato dall'attuale Governo è una metafora esemplare di questi luoghi dove l'ingiustizia regna sovrana, perchè contiene al suo interno provvedimenti che non risolvono i moltissimi problemi da cui sono attanagliati in questo momento i cittadini italiani, aggravandone addirittura alcuni sia come  portata che come  criticità.
Come quello, per esempio, che sta suscitando vibrate proteste in tutto il territorio italiano, che riguarda il taglio ai finanziamenti pubblici in sostegno di radio e televisioni locali. 
Alcuni, oltre che ingiusto, lo ritengono sbagliato, in quanto l'intervento avviene dall’oggi al domani, riducendo in maniera drastica le capacità finanziarie di radio e televisioni locali, già in stato di difficoltà a causa degli effetti negativi della crisi economica che ha ridotto gli investimenti pubblicitari.

 

Tagli ai finanziamenti pubblici per radio e tv locali:

I tagli ai finanziamenti pubblici rischiano perciò di mettere in ginocchio tutta l’informazione radiotelevisiva locale, in quanto appare ovvio il ridimensionamento provocato dal taglio indiscriminato dei fondi per i rimborsi delle spese di elettricità, telefono e agenzie che porterà certamente  al risultato  di una riduzione del numero di giornalisti e tecnici occupati, e conseguentemente della stessa attività informativa legata ai territori.
E' superfluo aggiungere che siamo davanti ad un'altra prova evidente di come il governo in atto tutte le volte che affronta il tema dell’ informazione produce solo danni. L’informazione locale, al contrario di come dispone il milleproroghe, sarebbe invece un' importante risorsa da sostenere e  valorizzare, e ciò a maggior ragione per l’arrivo del digitale, che, tra l'altro, richiederà nuovi investimenti per aggiornamenti tecnologici.
Molti affermano che si continua a tutelare la casta: i giornali e le radio-tv di partito potranno, infatti, continuare indisturbati a ricevere contributi finanziari dallo Stato, che verranno invece sottratti alle emittenti libere.

 

Un provvedimento retroattivo:

Un giornale  come "Il Campanile", quotidiano dell'onorevole Mastella, che  vende un numero di copie molto basso, in tale quadro, grazie ai soldi dei cittadini potrà continuare, indisturbato, ad essere presente in edicola mentre radio e televisioni locali di buona qualità e con ascolti elevati, rischieranno il ridimensionamento o la chiusura.
La legge approvata, inoltre, pasticcio nel pasticcio, è retroattiva e riguarda quindi le attività dello scorso anno. Con la conseguenza che a fine Marzo, quando le aziende chiuderanno i bilanci, non potranno contabilizzare le elargizioni dello Stato che però erano state previste ed utilizzate attraverso normali capitoli di spesa. 
Senza considerare l'influenza che le minori risorse di cui scriviamo, avranno sulla conseguente minore libertà per tutti i cittadini: potrebbe addirittura essere, questa, aggiungono in molti, una formula per mettere il bavaglio all'informazione libera attraverso una manovra furbesca che mira a colpire il pluralismo dell'informazione.
Mentre scriviamo è ancora in atto una vibrante protesta contro i tagli da parte di varie emittenti; moltissimi cittadini, utenti ed associazioni stanno manifestando di ora in ora la propria solidarietà civile verso l'importantissima causa per cui si stanno battendo le tv locali. Con le elezioni dietro la porta, questo dovrebb'essere un motivo di ulteriore riflessione per chi è fornito della capacità decisionale per tamponare la falla prima che essa divenga una voragine.